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Sabato 1 e domenica  2 aprile 2017

Borgo di Tragliata

Week-end di Arte Esistenziale

Il principio della gioia

I lavori saranno introdotti dalla visione del film di Paolo Virzì

A volte ci ritiriamo dalla realtà e ci rinchiudiamo in noi stessi, quando incontriamo il male del mondo e rifiutiamo le sue logiche, che ci appaiono ingiuste e nemiche, incomprensibili e spesso malvagie, sorde ai nostri bisogni più profondi e ai desideri più vitali.

A volte questa nostra reazione può arrivare fino alla cupa disperazione, oppure si traduce nella rottura degli schemi usuali di comprensione e di comportamento nella realtà, fino ad apparire folle, delirante e distruttiva.

Questo tipodi reazione è purtroppo spesso negativa per noi e per gli altri. Nasce dal desiderio di sfuggire al dolore e di affermare la nostra libertà, ma ci condanna a volte all’emarginazione, all’impotenza, alla solitudine.

Ma, nello stesso tempo, rappresenta una protesta, un rifiuto di essere complici di un mondo che ci appare più folle di noi, fondato come è sull’interesse, sull’avidità, sulla prevaricazione del più forte sul più debole, sull’isolamento, sulla mancanza di amore e di solidarietà, sulla ricerca spasmodica dei beni e del consumo.

Questa nostra reazione rappresenta perciò anche una possibilità “visionaria” di rompere gli schemi mentali, emotivi e comportamentali che imprigionano sia noi che gli altri, per aprirci a nuove possibilità creative, a una vita nuova, alla gioia di vivere.

È una strada difficile e rischiosa che, per realizzarsi, richiede alcuni passaggi indispensabili.

Richiede che la naturale inclinazione a ricercare il piacere, a darci “alla pazza gioia”, ci porti a misurarci di nuovo con la realtà del mondo, con le cattiverie e gli egoismi, ma anche con la capacità di empatia e di amore che caratterizzano nel bene e nel male la condizione umana.

E richiede che attraversiamo di nuovo il dolore, senza più fuggirlo o rimuoverlo, ma accettandolo e, attraverso l’amore, rendendolo fecondo per noi e per gli altri e per la nostra relazione con il mondo.

Ma questo processo richiede anche di donarci uno spazio ed un tempo, dentro e fuori di noi, dedicati alla saggezza e alla “cura”, a un allenamento e a un esercizio continuo alla gentilezza, alla amorevolezza, alla creatività, alla libertà, alla bellezza, all’arte esistenziale.

In questo modo possiamo uscire dall’isolamento e dalla chiusura e trasformare la nostra “pazza gioia” in una ri-nascita, in una gioia non effimera, in una nuova vita.

 

A questo primo avviso seguirà la locandina completa con la lettura del film e i laboratori della domenica.

Proprio in questi giorni il film di Virzì ha ricevuto molte nomination ai premi David di Donatello. Se le merita tutte, perché è uno dei film più belli ed umani degli ultimi anni.

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