facebook gooplus twitter youtube pinterest

testata-interna

Il programma del week end di Arte Esistenziale sul tema: Il principio della gioia organizzato da CinemAvvenire e dal Movimento per la Vita come Opera d'Arte . L'incontro si svolgerà Sabato 1 e domenica 2 aprile 2017 nel Borgo di Tragliata.

I lavori saranno introdotti dalla visione del film di Paolo Virzì La pazza gioia, a cui seguirà un dibattito corale in chiave esistenziale.

Il programma:

Sabato 1

Ore 14,30 – iscrizione al laboratorio

Ore 15 – proiezione del film

 

A volte ci ritiriamo dalla realtà e ci rinchiudiamo in noi stessi, quando incontriamo il male del mondo e rifiutiamo le sue logiche, che ci appaiono ingiuste e nemiche, incomprensibili e spesso malvagie, sorde ai nostri bisogni più profondi e ai desideri più vitali.

A volte questa nostra reazione può arrivare fino alla cupa disperazione, oppure si traduce nella rottura degli schemi usuali di comprensione e di comportamento nella realtà, fino ad apparire folle, delirante e distruttiva.

Questo tipo di reazione è purtroppo spesso negativa per noi e per gli altri. Nasce dal desiderio di sfuggire al dolore e di affermare la nostra libertà, ma ci condanna a volte all’emarginazione, all’impotenza, alla solitudine.

Ma, nello stesso tempo, rappresenta una protesta, un rifiuto di essere complici di un mondo che ci appare più folle di noi, fondato come è sull’interesse, sull’avidità, sulla prevaricazione del più forte sul più debole, sull’isolamento, sulla mancanza di amore e di solidarietà, sulla ricerca spasmodica dei beni e del consumo.

Questa nostra reazione rappresenta perciò anche una possibilità “visionaria” di rompere gli schemi mentali, emotivi e comportamentali che imprigionano sia noi che gli altri, per aprirci a nuove possibilità creative, a una vita nuova, alla gioia di vivere.

È una strada difficile e rischiosa che, per realizzarsi, richiede alcuni passaggi indispensabili.

Richiede che la naturale inclinazione a ricercare il piacere, a darci “alla pazza gioia”, ci porti a misurarci di nuovo con la realtà del mondo, con le cattiverie e gli egoismi, ma anche con la capacità di empatia e di amore che caratterizzano nel bene e nel male la condizione umana.

E richiede che attraversiamo di nuovo il dolore, senza più fuggirlo o rimuoverlo, ma accettandolo e, attraverso l’amore, rendendolo fecondo per noi e per gli altri e per la nostra relazione con il mondo.

Ma questo processo richiede anche di donarci uno spazio ed un tempo, dentro e fuori di noi, dedicati alla saggezza e alla “cura”, a un allenamento e a un esercizio continuo alla gentilezza, alla amorevolezza, alla creatività, alla libertà, alla bellezza, all’arte esistenziale.

In questo modo possiamo uscire dall’isolamento e dalla chiusura e trasformare la nostra “pazza gioia” in una ri-nascita, in una gioia non effimera, in una nuova vita.

Ci interrogheremo su questi temi con l’aiuto del film: 

La pazza gioia, di Paolo Virzì

Beatrice e Donatella, due donne molto diverse, la prima mitomane che si atteggia a gran signora, la seconda introversa, diffidente e psicologicamente fragile, si incontrano nella comunità di Villa Biondi, dove sono rinchiuse per sentenza del tribunale insieme ad altre donne con disturbi mentali.

La loro diversità paradossalmente le fa entrare in contatto e le aiuta a migliorare il loro comportamento, tanto da essere scelte per un programma rieducativo in un vivaio all’esterno della comunità.

Per un disguido dell’organizzazione hanno la possibilità di eludere la sorveglianza e di andare in città, riscoprendo il piacere della libertà e dandosi alla “pazza gioia”.

Nel mondo reale si imbattono nei vari aspetti della vita, nel bene e nel male, e rincontrano inevitabilmente situazioni e personaggi chiave delle loro esistenze: madri distruttive e anaffettive, padri egoisti ed assenti, compagni violenti e inconsistenti.

Ma il loro ripercorrere le tappe dolorose della propria storia è anche un viaggio iniziatico, una discesa agli inferi in cui ognuna fa da guida all’altra, in un’alleanza che cresce di momento in momento. 

Questi incontri sono riedizioni dei nodi esistenziali più conflittuali, dolorosi e irrisolti che è necessario riattraversare in modo da trasformarli e rimettere in gioco le energie sane e costruttive. Solo così è possibile per Beatrice e Donatella, come per ciascuno di noi, incontrare e riconoscere nel mondo gli aspetti più positivi e stringere nuove alleanze, che ci consentono di trasformare la nostra vecchia storia e di scriverne una nuova.

Così il tassista, incontrato casualmente da Beatrice, può diventare una sorta di angelo custode che la difende dal violento e squallido amante. Mentre i genitori adottivi del figlio di Donatella, che le era stato sottratto per la sua storia dolorosa e drammatica, possono da “predatori” diventare genitori donativi.

Durante questo “viaggio” si sviluppano un’amicizia, un’alleanza e un amore sempre più profondi fra le due donne, per cui ognuna può raccontare il proprio dolore ed accogliere quello dell’altra, sentirsi importante e riscoprire il proprio valore.

Grazie a questo scambio reciproco ognuna può finalmente decidere di prendersi cura di sé e di tornare nel luogo dove questo può avvenire nei modi e nei tempi giusti, grazie anche alla presenza di una coppia terapeutica/genitoriale, di un gruppo di operatori e di un ambiente che credono in loro e nella loro capacità di rinascere.

Ore 17,30 – pausa

Ore18 – dibattito antropologico

Ore 20,30 – cena

Ore 22-23: “Scene da un manicomio”. Divertiamoci con la nostra pazzia

Domenica 2

Ore 9,30 – Inizio dei lavori

Tema del giorno

Dal principio del piacere al principio della gioia  

Prima tappa:

Via dalla pazza folla

Quando il mondo non ci piace

Seconda tappa: 

La pazza gioia.

Quando il piacere rompe gli argini

Terza tappa: 

La casa dei simboli

Un luogo ed un tempo per la capacità artistica e trasformativa

ore 13,30 – pranzo

ore 15,30 – comunicazione corale dei vissuti del week end

ore 17,30 - conclusione

Conduttori

Massimo Calanca

psicologo, psicoterapeuta, antropologo esistenziale, art-counselor, esperto di cinema

Luciana Margani

psicologa, sophianalista, antropologa esistenziale, insegnante di yoga

Giuliana Montesanto

psicologa, psicoterapeuta, antropologa esistenziale, art-counselor, esperta di cinema.

I week end di Arte Esistenziale

si propongono come un campo di energia corale trasformativa, per favorire lo sviluppo della Persona, attraverso il metodo creativo-artistico applicato alla vita e secondo i principi ed i valori dell’Antropologia Personalistica Esistenziale.

I week end sono residenziali per consentire la partecipazione di tutti alla creazione di un sogno comune di due giorni insieme, in cui sono preziose le energie ed i vissuti di tutti nei vari momenti del percorso, compresi quelli serali ed eventualmente quelli onirici della notte.

Saranno riconosciuti 12 crediti formativi per i Counselor diplomati e in formazione

Il costo per la partecipazione è di 80 Euro.

Il costo del pernottamento è di 40 Euro in camera doppia e di 60 in camera singola.

Il costo di ogni singolo pasto (cena del sabato e pranzo di domenica) è di 25,00 Euro. 

All’atto della prenotazione al week end potrete effettuare anche la prenotazione dei pasti e del pernottamento.

Vi chiediamo di prenotare al più presto possibile per assicurare a tutti adeguata sistemazione.

Chi farà partecipare al week end altre persone, avrà uno sconto di 10 Euro per ogni partecipante.

E’ richiesto un anticipo di 20 Euro all’atto della prenotazione.

Per informazioni e iscrizioni:

Massimo Calanca

335.6137864

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Luciana Margani

06.33261224 – 33332267449

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giuliana Montesanto

335.8222962

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Borgo di Tragliata

Via del Casale di Tragliata 23 – 00050 Fiumicino (RM)

Tel. 06.6687267 – www.tragliata.it

Per saperne di più, clicca qui: Gli stages residenziali

Per entrare attraverso un video nel clima di questi incontri, clicca qui: L'eredità della madre

Per saperne di più sull'arte esistenziale, vedi questo video: L'arte esistenziale

Per conoscere il luogo dell'incontro, clicca qui: Borgo di Tragliata

 

Sabato 1 e domenica  2 aprile 2017

Borgo di Tragliata

Week-end di Arte Esistenziale

Il principio della gioia

I lavori saranno introdotti dalla visione del film di Paolo Virzì

A volte ci ritiriamo dalla realtà e ci rinchiudiamo in noi stessi, quando incontriamo il male del mondo e rifiutiamo le sue logiche, che ci appaiono ingiuste e nemiche, incomprensibili e spesso malvagie, sorde ai nostri bisogni più profondi e ai desideri più vitali.

A volte questa nostra reazione può arrivare fino alla cupa disperazione, oppure si traduce nella rottura degli schemi usuali di comprensione e di comportamento nella realtà, fino ad apparire folle, delirante e distruttiva.

Questo tipodi reazione è purtroppo spesso negativa per noi e per gli altri. Nasce dal desiderio di sfuggire al dolore e di affermare la nostra libertà, ma ci condanna a volte all’emarginazione, all’impotenza, alla solitudine.

Ma, nello stesso tempo, rappresenta una protesta, un rifiuto di essere complici di un mondo che ci appare più folle di noi, fondato come è sull’interesse, sull’avidità, sulla prevaricazione del più forte sul più debole, sull’isolamento, sulla mancanza di amore e di solidarietà, sulla ricerca spasmodica dei beni e del consumo.

Questa nostra reazione rappresenta perciò anche una possibilità “visionaria” di rompere gli schemi mentali, emotivi e comportamentali che imprigionano sia noi che gli altri, per aprirci a nuove possibilità creative, a una vita nuova, alla gioia di vivere.

È una strada difficile e rischiosa che, per realizzarsi, richiede alcuni passaggi indispensabili.

Richiede che la naturale inclinazione a ricercare il piacere, a darci “alla pazza gioia”, ci porti a misurarci di nuovo con la realtà del mondo, con le cattiverie e gli egoismi, ma anche con la capacità di empatia e di amore che caratterizzano nel bene e nel male la condizione umana.

E richiede che attraversiamo di nuovo il dolore, senza più fuggirlo o rimuoverlo, ma accettandolo e, attraverso l’amore, rendendolo fecondo per noi e per gli altri e per la nostra relazione con il mondo.

Ma questo processo richiede anche di donarci uno spazio ed un tempo, dentro e fuori di noi, dedicati alla saggezza e alla “cura”, a un allenamento e a un esercizio continuo alla gentilezza, alla amorevolezza, alla creatività, alla libertà, alla bellezza, all’arte esistenziale.

In questo modo possiamo uscire dall’isolamento e dalla chiusura e trasformare la nostra “pazza gioia” in una ri-nascita, in una gioia non effimera, in una nuova vita.

 

A questo primo avviso seguirà la locandina completa con la lettura del film e i laboratori della domenica.

Proprio in questi giorni il film di Virzì ha ricevuto molte nomination ai premi David di Donatello. Se le merita tutte, perché è uno dei film più belli ed umani degli ultimi anni.

Sabato 28 e domenica 29 gennaio 2017

 

Ricette per l’arte di vivere

Stage per psicologi, counselor, operatori sociali e di comunità

e per persone che vogliono migliorare la propria vita

  

Stage di Art-Counseling ed Arte Esistenziale

 

Esiste una possibile ricetta per realizzare i nostri progetti, il nostro potere reale e la nostra libertà profonda anche nelle situazioni più difficili, apparentemente senza via di uscita?


Prendere pazienza e perseveranza in dosi equivalenti. Aggiungere fiducia (q.b.) ed amalgamare con tanta creatività.

 

I lavori saranno introdotti dalla visione del film

Room, di Lenny Abrahamson

 Sabato 28, Ore 10,00 – proiezione del film

Può capitare che la vita ci faccia incontrare, nostro malgrado, una situazione difficile nella quale ci sentiamo prigionieri. Anche se ci sembra di non avere vie d'uscita, è importante che mettiamo da parte le nostre paure, la rabbia e la ribellione. Per donarci una possibilità di sviluppo, è importante che impariamo a trasformare il nostro modo di essere per trovare in noi un nuovo modo di rapportarci alla realtà che stiamo vivendo. È doloroso rinunciare ad esprimere quelle parti di noi che sentiamo essere la nostra essenza, è complicato liberarsi dagli schemi mentali che ci hanno insegnato i nostri genitori e anche di quelli che ci ha imposto la società in cui viviamo. Se vogliamo progredire però dobbiamo misurarci con queste rinunce e, con pazienza e perseveranza, cercare di entrare in sintonia con il momento, ed il modo, giusti per agire e “liberarci”. Dobbiamo imparare ad inserirci nel flusso armonico della vita e a sentire il suo pulsare, che ci accoglie e ci chiama a partecipare pienamente alla realizzazione del nostro progetto.

Ci interrogheremo su questi temi con l’aiuto del film: Room, di Lenny Abrahmson

Il film, tratto dall’omonimo racconto di Emma Donoghue, mostra fin dall'inizio cosa significhi il titolo Room, Stanza. Vediamo infatti Jack, un bimbo di cinque anni, dentro una Stanza con Ma', la sua mamma e capiamo presto che la Stanza è l'unico mondo che conosce, che è il posto dove è nato e cresciuto. La Stanza è il suo universo fantastico grazie a Ma', che lo protegge dalla realtà angosciosa in cui si trovano, educandolo in modo creativo alla vita riuscendo a farlo sentire parte di una realtà immensamente ricca e vivace. Ma’, che invece è pienamente e dolorosamente consapevole della loro prigionia, attraverso le cure amorevoli per il figlio, cura la propria disperazione di prigioniera e sostiene ed alimenta la fiducia di trovare una via di fuga. In una solitudine profonda, con grande forza, pazienza e perseveranza, scopre, man mano che il figlio cresce, una genitorialità sua personale che la trasforma, rendendola madre e donna in contatto sempre più profondo con il proprio potere reale, potere reale che la guida anche nel comprendere quando è il momento di tentare la fuga e parlare a Jack del mondo reale. Rivela al figlio che la Stanza è solo una parte piccolissima di mondo. Jack si ribella a questa nuova versione del mondo, che non coincide con quanto ha finora sperimentato, ma non possiede schemi rigidi, anzi, il suo modo di essere contempla anche l'impossibile, e comincia perciò, pian piano, ad aprirsi a ciò che la madre gli racconta. Ma' pensa ad un piano per ingannare Old Nick (l’uomo che li tiene prigionieri) e costringerlo a trasportare Jack fuori dalla Stanza.  Jack riesce quindi a liberare se stesso e la madre e si trova nel mondo “fuori” per la prima volta in vita sua. Basta poco e, grazie alla grande capacità e libertà di osservazione, alla fiducia nella vita ed in se stesso, che la madre ha saputo trasmettergli,  comincia a comprendere anche questo nuovo mondo. Ma' invece, tornando a casa, si trova immersa nel passato, contatta di nuovo le convenzioni rigide che le sono state insegnate, schemi statici che non aiutano la persona a vivere in relazione autentica con il mondo che la circonda e cade presto preda dell'angoscia e della depressione. Tenta il suicidio. Jack affronta il dolore e la paura di perdere la madre, dandosi risposte sul suo gesto autolesionista attingendo alle modalità di pensiero del mondo fantastico imparato nella Stanza, si “racconta” il tentativo di suicidio della madre come la madre gli ha a suo tempo raccontato la favola della sua nascita. Dimostra così che quanto la madre gli ha insegnato è un modo universale di vedere il mondo, un modo che aiuta ad affrontare i momenti difficili in qualsiasi situazione e contesto ci si trovi. E, ancora una volta, questa capacità di aprirsi alla complessità della vita li salverà entrambi.

 

Ore 12,00 – 14,00: Dibattito

Ore 14,00  – 15,00: pausa pranzo

Ore 15,00 – 17,00: Lezione: Come realizzare un progettoCome realizzare uno sportello di counseling

Ore 17- 19: Giochiamo al Domino dell'arte di vivere”. Laboratorio creativo

 

Domenica 29 - Ore 9,00 – 11,00

Laboratorio di art-counseling:

La ricetta personale per dosare pazienza, perseveranza, fiducia e creatività

Ore 11,00 – 13,00

Rappresentazione di teatro esistenziale e videocounseling

Ore 13,00 –14,00: Pausa pranzo

Ore 14,00 – 16,00

Lezione e gruppo di counseling individuale

Ore 16,00 – 18,00

Counseling di gruppo. Approfondimento ed elaborazione dei vissuti

 

Conduttori

 

Massimo Calanca

psicologo, psicoterapeuta, art-counselor

Giuliana Montesanto

psicologa, psicoterapeuta, art-counselor

Maria Rita Capoccetti

psicologa e counselor

Carmen Rossi, gli Art- Counselor

e gli allievi della Scuola di CinemAvvenire

Lo stage

Sia le lezioni che i laboratori utilizzeranno esempi artistici con film, sequenze di film, opere d’arte visiva, musica, scrittura creativa, teatro, video-counseling, ecc.

Lo stage è valido anche per l’aggiornamento e la formazione permanente dei diplomati della nostra come di altre scuole della FAIP Counseling e di altre associazioni.

Alcuni laboratori avranno anche carattere di tirocinio.

Per ogni stage saranno riconosciuti 16 crediti formativi validi per la Scuola di Art-Counseling di CinemAvvenire e per la FAIP Counseling.

 

Costo: stage intero 100 euro, film e dibattito 25 euro, singoli laboratori 15 euro l’ora

 

Per informazioni e iscrizioni:

Massimo Calanca, 335.6137864, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giuliana Montesanto, 335.8222962, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sono aperte le iscrizioni al corso triennale per il conseguimento del diploma di art-counselor professionista riconosciuto dalla FAIP Counseling.
 
L'associazione CinemAvvenire, fondata da Gillo Pontecorvo, ha attivato da 11 anni una scuola per la formazione di Art-Counselor, operatori sociali e culturali, esperti di linguaggi artistici, con competenze psicologiche, antropologiche e pedagogiche, che utilizzano l’arte e il cinema in particolare per l’intervento nel disagio sociale, la relazione d'aiuto, la crescita della persona, la realizzazione delle sue potenzialità creative e il miglioramento della qualità della vita.
La musica, il teatro, la letteratura, la danza, le arti visive, e soprattutto il cinema, che è l'arte del nostro tempo, possono essere - attraverso sia la fruizione consapevole e guidata delle opere, sia l'uso attivo, creativo ed espressivo dei linguaggi - strumenti di crescita, di trasformazione individuale e di intervento sociale che migliorano la qualità della vita delle persone e dei gruppi.
Chi è interessato deve inviare una mail al direttore didattico, Massimo Calanca: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., allegando il proprio curriculum. Sarà contattato per un colloquio.

Richiedi informazioni sulla scuola