facebook gooplus twitter youtube pinterest

testata-interna

Si è tenuta venerdì 12 luglio a Roma, nella sede della FAIP Counseling, l’Assemblea dei Soci di Federcounseling, che ha approvato il nuovo statuto e nominato il nuovo Consiglio Direttivo.

Il nuovo Consiglio, riunitosi subito dopo la conclusione dell’Assemblea, ha deciso al suo interno i diversi incarichi e responsabilità.

Auguri di buon lavoro alla Presidente Tina Bruzzese (ANCoRe), alla Vicepresidente Maria Cristina Counselor Falaschi (REICO), al Segretario Maurizio Mennella (AProCo), al Tesoriere Massimo Calanca (FAIP Counseling) e ai Consiglieri Chiara Bartoletti (AICo) e Tommaso Valleri (AssoCounseling).

Finalmente, dopo alcuni mesi di crisi e difficoltà, la Federazione delle Associazioni di Counseling riprende il suo cammino, con l’obiettivo di tutelare e di sviluppare la professione ed il ruolo del Counseling nella società italiana.

Avendo seguito da circa un anno, dopo la mia elezione a Presidente FAIP Counseling, il processo di cambiamento in Federcounseling, voglio ringraziare sia le Associazioni che la compongono (ANCoRe, REICO, AProCo, AICo, AssoCounseling, oltre a noi di FAIP Counseling), sia i loro Presidenti ed i rappresentanti che hanno lavorato per rilanciare la Federazione. In particolare voglio ringraziare Maurizio Mennella, Presidente di AProCo, per la tenacia, la concretezza e la pazienza con cui ha svolto il ruolo di coordinatore nei lunghi mesi preparatori dell’assemblea di venerdì 12 luglio; Tina Bruzzese, Presidente di ANCoRe, in particolare per essersi assunta la non facile responsabilità di nuovo Presidente Federcounseling; Maria Cristina Falaschi, Presidente di REICO, per la sua precisione nel chiarire vari punti dello Statuto e per aver accettato il ruolo di Vicepresidente superando le perplessità iniziali; Alessandra Benedetta Caporale, Presidente di AssoCounseling, per il ruolo propositivo svolto nelle riunioni e anche per aver scelto di delegare nel Consiglio Tommaso Valleri, in modo che possa contribuire alla nuova fase con la sua lunga esperienza nella Federazione; e infine Chiara Bartoletti, Presidente AlCo e Vicepresidente COLAP, per il contributo fornito e per aver accettato, insieme a Valleri, di far parte del Consiglio senza una delega specifica. E voglio ringraziare tutti insieme per il clima di amicizia, la serietà dell’impegno e la volontà costruttiva che ha caratterizzato i nostri incontri. Ci tengo infine a ringraziare anche gli altri due rappresentanti FAIP Counseling, oltre al sottoscritto, nell’Assemblea Federcounseling: Daniela Mandorino e Guido Bassi.

Adesso ci attende un lavoro impegnativo per la tutela e lo sviluppo del Counseling nella società italiana. In particolare un lavoro “doppio” spetterà a noi di FAIP Counseling, che oltre a contribuire al comune impegno per il rilancio di Federcounseling, dovremo contemporaneamente procedere ad una vera e propria rifondazione della nostra Associazione, per riparare ai guasti causati dalle gestioni precedenti e per renderla pienamente adeguata al ruolo che può e deve svolgere nel mondo del Counseling, coerentemente con la sua lunga storia e la sua importante tradizione.

Il fatto che dovremo svolgere questo impegno su due fronti, potrà essere anche un aiuto a farlo con maggiore motivazione e convinzione, a causa della responsabilità che le conseguenze del nostro lavoro potranno avere per le prospettive generali del Counseling.

Massimo Calanca

Presidente FAIP Counseling

Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019, nel Borgo di Tragliata, l'Associazione CinemAvvenire e il Movimento per la Vita come Opera d'Arte organizzano un nuovo week end di Arte Esistenziale dal titolo "Destino, progetto e libertà".

I lavori saranno introdotti dalla visione del film "Match Point", di Woody Allen. Seguiranno un dibattito in chiave antropologica ed esistenziale sui temi del week end sollecitati dal film e un gioco creativo dal titolo "La ruota della Fortuna", per entrare in modo "soft" nelle tematiche dell'incontro. La domenica tre laboratori creativi ed espressivi approfondiranno gli argomenti attraverso la partecipazione di tutti con i loro vissuti e le proprie esperienze esistenziali e con l'aiuto del linguaggio cinematografico e di altri linguaggi artistici.

Il programma

Sabato 23

Ore 14,30 – iscrizione al laboratorio, Ore 15 – proiezione del film

In che misura la fortuna influenza la realizzazione dei nostri desideri? In che misura un evento favorevole è veramente positivo per noi? E, viceversa, un evento sfortunato è veramente tale? Ancora: siamo sicuri che tutti i nostri desideri siano in sintonia con il nostro autentico progetto di vita?

Il desiderio nasce dalla consapevolezza di una mancanza e può essere sia una stella polare per orientare le nostre scelte sia un'energia propulsiva per attuarle. Però il desiderio, per essere costruttivo, ha bisogno di un contenimento, dell’argine che la relazione con l'Altro (partner, famiglia, società, natura, ecc.) ci pone, altrimenti si vanifica, si disperde e non raggiunge l'obiettivo.

Nel mondo contemporaneo l'assenza di valori condivisi fa sembrare il desiderio individuale l'unica fonte di vitalità e di senso. Chi più desidera più esiste per sé e per gli altri! Ma ciò rischia di dare al desiderio il carattere assoluto del bisogno e di disperderne l'energia, quindi di spegnerlo.

Questa è la nuova schiavitù dell'uomo contemporaneo, il quale persegue un godimento illusorio e perennemente insoddisfatto nella ricerca di un consumo compulsivo.Tra le forme distruttive del desiderio oggi emergono in maggior misura la violenza contro l'altro che ci ostacola o che si nega al nostro possesso, la vendetta contro la vita che ci ha deluso, l'invidia del potere e del successo dell'altro, il furto della vita altrui. In questo modo è chiaro che il desiderio non ci rende liberi, ma ci rinchiude nella gabbia della colpa verso gli altri e verso noi stessi.E la colpa più grave è proprio quella di non realizzare il nostro progetto più autentico e profondo, il quale è l’unico che da senso alla nostra vita. 

Gli eventi fortunati e sfortunati non sono definiti dal piacere o dal dispiacere momentanei che ci arrecano, ma dall'uso che noi ne facciamo scegliendo di perseguire la realizzazione armoniosa di noi stessi e del mondo che vogliamo abitare.

Ci interrogheremo su questi temi con l’aiuto del film: Match Point, di Woody Allen.

Già dalle prime inquadrature sappiamo che la sorte del protagonista sembra dipendere da un colpo di fortuna.

Chris è un giovane tennista irlandese che ha abbandonato la carriera agonistica per dedicarsi all’insegnamento in un club esclusivo di Londra dove incontra Tom, rampollo di una ricchissima famiglia. L’incontro per Chris è un colpo di fortuna perché Tom lo introduce nella sua famiglia e nel suo ambiente. Chris farà colpo su Chloe, la sorella di Tom e sui suoi genitori e, in particolare, sul padre, un ricco finanziere, che gli apre una carriera prestigiosa.

È una famiglia simbiotica e conformista, in cui si confondono affetti e interessi e in cui si è abituati a risolvere tutto con il danaro.

Il successo, che Chris non ha avuto nello sport, sembra che il destino glielo offra attraverso il matrimonio con Chloe e la conseguente scalata sociale. Ma i piani del giovane vengono sconvolti dall’incontro con Nola, la seducente attricetta fidanzata di Tom.

La bellezza provocante di lei è una tentazione troppo forte per il giovane, tanto da scatenare in lui una passione che si trasforma in una vera e propria ossessione.

Dopo un periodo di lontananza, perché lei è stata lasciata da Tom, i due si rincontrano per caso.

Chris inizia una doppia vita. Da una parte gli affari, la famiglia, l’agiatezza, la moglie che vuole un figlio a tutti i costi e dall’altra gli incontri clandestini e appassionati con Nola. Ma le richieste pressanti dell’amante mettono sempre più in crisi il suo equilibrio, finché l’inaspettata gravidanza di Nola fa precipitare la situazione, che non può più essere affrontata attraverso continue menzogne.

Chris è costretto a fare una scelta e a trovare una soluzione.

Qui emerge, in tutta la sua drammaticità, il tema dostoevskiano di Delitto e castigo, il libro che Chris stava leggendo all’inizio del film, e il melodramma si trasforma in tragedia.

La perdita dei valori dell’uomo contemporaneo crea l’onnipotenza illusoria del desiderio, che vuole espandersi senza limiti e che, di fronte all’ostacolo, non si arresta, non escludendo nessuna possibilità, compreso il delitto.

Ma questa falsa libertà delle possibilità infinite non ci risparmia il confronto con la colpa verso noi stessi e verso gli altri.

Mentre il protagonista di Dostoevskij, pur sfuggendo all’indagine di polizia, finisce per autodenunciarsi ed espiare, Chris sembra di nuovo essere aiutato dalla fortuna a sfuggire al proprio castigo. Ma è davvero così?

Paradossalmente quello che può essere considerato un colpo di fortuna consegna il protagonista alla propria coscienza.

In uno dei dialoghi finali del film con i fantasmi delle proprie vittime Chris si rende conto che se c’è una possibilità di speranza per lui è proprio quella di essere scoperto e scontare la sua pena. Questo potrebbe essere il primo passo verso un’assunzione di responsabilità, l’unica via per essere veramente libero.

Nella realtà che l’uomo contemporaneo ha creato e in cui si trova a vivere, appare inevitabile che debba scandagliare gli abissi dell’animo umano se vuole riappropriarsi di tutte le sue parti e metterle al servizio di un nuovo progetto più autentico di sé.

 Ore 17,30 – pausa; ore18 – dibattito antropologico; ore 20,30 – cena

Ore 22-23:La ruota della fortuna”. Gioco creativo.

Domenica 24

Ore 8 – 8,50: Il linguaggio segreto del corpo. Incontro di Kundalini Yoga, condotto da Luciana Margani.

Ore 9,30 – Inizio dei lavori

Tema del giorno: Caso, destino e libertàOvvero: dalla cecità del caso, alla fatalità del destino, alla libertà del progetto.

Prima tappa:

“La forza del destino”. Ovvero: siamo guidati da un fato ineluttabile o vaghiamo in balia del caso?

Seconda tappa:

“Quel tram chiamato desiderio”. Ovvero: le varie forme del desiderare.

 Terza tappa:

“Progetto e libertà”Ovvero: il coraggio di realizzare il nostro progetto per essere veramente liberi

ore 13,30 – pranzo

ore 15,30 – comunicazione corale dei vissuti del week end

ore 17,30 - conclusione

Conduttori

Massimo Calanca, psicologo, psicoterapeuta, antropologo esistenziale, art-counselor, esperto di cinema

Luciana Margani, psicologa, sophianalista, antropologa esistenziale, insegnante di yoga

Giuliana Montesanto, psicologa, psicoterapeuta, antropologa esistenziale, art-counselor, esperta di cinema.

I week end di Arte Esistenziale si propongono come momenti di incontro per affrontare insieme temi significativi che riguardano la vita contemporanea, sul piano individuale, sociale e culturale. L’obiettivo è favorire lo sviluppo della Persona e la sua capacità di relazione con gli altri e con la realtà, utilizzando i linguaggi dell’arte, il metodo creativo-artistico applicato alla vita, la creatività corale di gruppo e i principi ed i valori dell’Antropologia Personalistica Esistenziale.

I week end sono residenziali per consentire la partecipazione di tutti alla creazione di un sogno comune di due giorni insieme, in cui sono preziose le energie ed i vissuti di tutti nei vari momenti del percorso, compresi quelli serali ed eventualmente quelli onirici della notte.

Saranno riconosciuti 12 crediti formativi per i Counselor diplomati e in formazione

Per esigenze della struttura che ci ospita e per organizzare al meglio i lavori è necessario prenotare entro la fine di febbraio.

Per informazioni e iscrizioni:

Massimo Calanca, 335.6137864- Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

Luciana Margani, 06.33261224 – 33332267449 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giuliana Montesanto, 335.8222962 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Borgo di Tragliata, Via del Casale di Tragliata 23, Fiumicino (RM) - www.tragliata.it

Per saperne di più:

Vedi il trailer del film "Match Point"

Vedi il video "L'arte esistenziale"

Leggi l'articolo: I week end di arte esistenziale

 

Sabato 24 e domenica 25 novembre 2018

Borgo di Tragliata 

Week-end di Arte Esistenziale

L’uomo nuovo. 

Il coraggio di un’etica nuova, sintesi tra eredità e libertà

 

I lavori saranno introdotti dalla visione del film

di Alexander Payne

Sabato 24

Ore 14,30 – iscrizione al laboratorio

Ore 15 – proiezione del film

L’uomo contemporaneo ha perso i vari punti di riferimento e di sicurezza su cui si è basata la vita delle generazioni precedenti. I grandi racconti, religiosi, filosofici, politici, che orientavano le scelte di ognuno, inserendole acriticamente in una visione del mondo ben precisa, sono entrati in crisi. L’illusione che le conquiste dei padri garantissero ai discendenti una crescita ed uno sviluppo progressivo si è scontrata con la realtà delle contraddizioni, dei rischi e dei conflitti che la crescente complessità comporta insieme alle nuove opportunità.

Eppure il momento attuale, nonostante i molti problemi che affliggono il mondo, per molti aspetti fondamentali (salute, benessere, aspettativa di vita, ricchezza, risorse, libertà, opportunità, ecc.) è forse il migliore in cui vivere per tutti, rispetto al passato, anche per coloro che sono più svantaggiati.

Il paradosso del mondo contemporaneo si è rivelato in tutta la sua drammaticità: enormi potenzialità creative coesistono con possibilità distruttive mai esistite prima.

L’esito di questa contraddizione non è scontato, ma dipende dalle nostre scelte e dalle nostre azioni, che determineranno il tipo di mondo in cui vivremo.

Perciò cresce enormemente la nostra responsabilità etica.

Quale posto occupa quindi il nuovo maschile in questo processo? Se nel passato la legge del padre costituiva il punto di riferimento per uscire dal legame e dal caos materno ed affrontare il mondo, qual è oggi la funzione del nuovo maschile?

Pur raccogliendo l’eredità del padre, l’uomo attuale è chiamato ad operare le sue scelte in piena responsabilità e ad indirizzare le sue azioni nel rispetto di sé, della propria autenticità e libertà e del mondo in cui vuole vivere.

Occorre sviluppare il coraggio di un’etica nuova, sintesi di eredità e libertà.

Noi stessi raccogliamo l’eredità dei nostri padri e facciamo nostra la frase di Goethe che Freud ha ricordato nel suo testo/testamento: “Ciò che hai ereditato dai padri riconquistalo, se vuoi possederlo davvero”.

E noi aggiungiamo che, alla luce della proposta che facciamo, il possesso non basta, se vogliamo sviluppare creativamente l’eredità dei padri.

Ci interrogheremo su questi temi con l’aiuto del film: Paradiso amaro, di Alexander Payne

Matt King, discendente di una facoltosa famiglia hawaiana, è un marito indifferente ed un padre assente. Ereditando da suo padre la professione di avvocato, ha fatto sempre le scelte giuste per la propria posizione sociale, ma ha dimenticato la realtà di se stesso e del proprio desiderio autentico.

Si ritrova con due figlie che non conosce più e una moglie della cui irrequietezza non coglie i segnali ed il senso.

Il drammatico incidente che colpisce sua moglie Elisabeth, lasciandola in coma irreversibile, lo costringe ad aprire gli occhi. Non solo già da tempo non riusciva a godere del luogo meraviglioso che abitava, considerato da tutti un paradiso, ma adesso le Hawaii diventano per lui un luogo pieno di problemi e di dolore come qualsiasi parte di questo mondo.

Deve riconquistare un rapporto con le figlie, teme di non avere forse la possibilità di recuperare una comunicazione autentica con la moglie, mentre si trova a decidere in tempi brevi anche delle sorti dell'eredità di famiglia.

Al dolore di tutto questo si aggiunge la scoperta del tradimento della moglie.

Il Paradiso è diventato veramente amaro.

Invece di ribellarsi o rimanerne schiacciato, Matt decide di affrontare la realtà, aprendo nuove strade per la sua vita e scegliendo, momento per momento, ciò che è giusto per lui.

Innanzitutto riporta a casa dal college la ribelle figlia Alexandra per starle vicino e per aiutarsi reciprocamente in questo difficile momento: c’è bisogno di solidarietà per affrontare il distacco delle macchine che tengono in vita Elisabeth, rispettandone le volontà, per preparare la piccola Scottie alla separazione dalla madre e per elaborare la grande frustrazione e la rabbia successive alla scoperta del tradimento e del desiderio di divorzio della moglie.

Matt in questo percorso, a differenza del padre di Elisabeth, che possedeva la figlia idealizzandola e viziandola, non si chiude nella sua rabbia e nel suo dolore, ma si confronta e apre un dialogo con la nuova generazione su come essere padre e su come affrontare il suo rivale.

Non solo, si impegna anche affinché tutti gli amici vadano a salutare per l'ultima volta Elisabeth. Addirittura si mette alla ricerca del suo amante per confrontarsi con lui, per comprendere il vero legame che aveva con sua moglie, per informarlo della sua morte imminente e, superando il bisogno di vendetta, invitarlo a prenderne commiato.

Mentre sta affrontando fuori e dentro di sé questo percorso emotivo, inconsapevolmente va anche cambiando il suo rapporto con l'eredità.

Quel pezzo di paradiso terrestre di cui è amministratore, la cui vendita arricchirebbe enormemente tutti gli eredi, per lui allora diviene una nuova scoperta, un dono prezioso che gli viene dal passato e che deve preservare per il futuro.

L’ultima scena del film (la ritrovata armonia con le figlie) è l'espressione della conquista di una nuova dimensione esistenziale.

Il nuovo maschile, se non si chiude nelle sue ferite, può insieme agli altri costruire una nuova etica, compiendo le sue scelte giorno dopo giorno, guardando il mondo con occhi nuovi, accogliendo e trasformando creativamente i valori ereditati dai padri: l'autorità in autorevolezza, il potere in capacità di servizio, la volontà di vendetta in decisione di perdono, il bisogno di possesso in desiderio di dono.

 Ore 17,30 – pausa

Ore18 – dibattito antropologico

Ore 20,30 – cena

Ore 22-23: “Io, l’erede (liberamente tratto dalla commedia di E. De Filippo)”. Gioco creativo

 

Domenica 25

Ore 8 – 8,50: Il linguaggio segreto del corpo. Incontro di Kundalini Yoga

condotto da Luciana Margani.

Ore 9,30 – Inizio dei lavori

Tema del giorno

Onora il padre e la madreOvvero: accrescere i doni ricevuti 

Prima tappa:

“Conservare o dissipare?” La parabola del figliol prodigo.

Seconda tappa:

D’Io, la nuova religione: lo Ionismo”. Ovvero, il rifiuto dei valori e l’autocreazione.

Terza tappa:

“Il coraggio dell’etica”La resurrezione dei (nuovi) valori, sintesi di eredità e libertà.

ore 13,30 – pranzo

ore 15,30 – comunicazione corale dei vissuti del week end

ore 17,30 - conclusione

Conduttori

Massimo Calanca, psicologo, psicoterapeuta, antropologo esistenziale, art-counselor, esperto di cinema

Luciana Margani, psicologa, sophianalista, antropologa esistenziale, insegnante di yoga

Giuliana Montesanto, psicologa, psicoterapeuta, antropologa esistenziale, art-counselor, esperta di cinema. 

I week end di Arte Esistenziale si propongono come momenti di incontro per affrontare insieme temi significativi che riguardano la vita contemporanea, sul piano individuale, sociale e culturale. L’obiettivo è favorire lo sviluppo della Persona e la sua capacità di relazione con gli altri e con la realtà, utilizzando i linguaggi dell’arte, il metodo creativo-artistico applicato alla vita, la creatività corale di gruppo e i principi ed i valori dell’Antropologia Personalistica Esistenziale.

I week end sono residenziali per consentire la partecipazione di tutti alla creazione di un sogno comune di due giorni insieme, in cui sono preziose le energie ed i vissuti di tutti nei vari momenti del percorso, compresi quelli serali ed eventualmente quelli onirici della notte.

 Saranno riconosciuti 12 crediti formativi per i Counselor diplomati e in formazione

Per saperne di più: clicca qui

Vedi il trailer del film

 

Per informazioni e iscrizioni:

Massimo Calanca, 335.6137864- Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Luciana Margani, 06.33261224 – 33332267449 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Giuliana Montesanto, 335.8222962 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Borgo di Tragliata, Via del Casale di Tragliata 23  00050 Fiumicino (RM) Tel. 06.6687267 – www.tragliata.it

E' iniziata il 12 ottobre scorso e si concluderà il prossimo 25 ottobre l’inchiesta pubblica preliminare per un progetto della Commissione Attività professionali non regolamentate dell’UNI (Ente Italiano di Normazione) che riguarda la professione del Counselor.

La legge 4/2013 ha indicato nella formazione di associazioni tra i professionisti, tra cui anche i Counselor, e nelle regole che esse si danno per quanto riguarda la formazione e l’aggiornamento professionale, una via per dare ai clienti maggiori garanzie sulla qualità delle prestazioni.

Non esistono però fino ad oggi, al di là delle scelte delle associazioni al loro interno, dei criteri specifici e dei requisiti formali per operare come Counselor. Il progetto di norma UNI 1605227 ha lo scopo di definire tali requisiti. Si prefigge perciò di specificarli in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) e di individuare anche gli elementi per la valutazione e la convalida dei risultati dell’apprendimento.

Il progetto si chiama “Attività professionali non regolamentate – Counselor – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, è di competenza del Gruppo di lavoro GL 07 “Figure professionali operanti nel campo del counseling relazionale”, e si prefigge di migliorare la professione del Counseling e la sua credibilità tra i potenziali clienti, e di giovare così anche al mercato, fornendo un punto di riferimento più sicuro e certo dei livelli di competenza e professionalità.

In questo modo il progetto UNI apporterebbe un contributo al completamento di quanto avviato dalla legge 4/2013, in un’ottica di complementarietà tra la normazione tecnica volontaria e le norme cogenti derivanti dalla legge.

L’inchiesta pubblica preliminare è una modalità che l’UNI applica per decidere se ha senso o meno impegnarsi nella definizione di nuove regolamentazioni.

In questo processo sono coinvolgibili tutti i cittadini, nel nostro caso counselor o no, che possono essere interessati, sia come professionisti, che come potenziali clienti, che semplicemente come cittadini.

Nell’inchiesta preliminare il parere da esprimere, con un si o con un no, è se si ritiene che il progetto rispecchi i bisogni del mercato di riferimento.

E’ importante che vi sia, da parte della comunità dei counselor, una presa di posizione compatta a favore del si.

Una parte degli psicologi si sta mobilitando per il no; perciò è altrettanto importante che anche gli psicologi vicini al counseling esprimano chiaramente il loro parere favorevole.

Ed è importante sensibilizzare e coinvolgere per il si tutti coloro che possono avere interesse a questo processo di normazione, sia coloro che hanno utilizzato il counseling, sia quelli che hanno interesse allo sviluppo della relazione d’aiuto e al benessere della persona.

Non partecipare a questa manifestazione di interesse rischia di compromettere la possibilità che questo tavolo normativo si avvii e concluda positivamente il suo lavoro, nell’interesse del Counseling, dei cittadini e della società.

Istruzioni per il voto

1) Vai all’indirizzo https://goo.gl/QndJYc
2) Alla domanda “Ritieni che il progetto rispecchi i bisogni del mercato di riferimento?” rispondi sì ed esprimi la tua motivazione*.
3) Compila i restanti campi richiesti (nome, cognome, etc.) e clicca “Invia”.

* Potete esprimere ovviamente la motivazione che volete. Se vi serve un consiglio per accelerare i tempi, potete scrivere qualcosa di questo tipo:

“Ritengo che la figura del Counselor risponda ad una crescente esigenza sociale, quella di aiutare le persone ad aiutare se stesse nell’ individuare ed attuare soluzioni personali ai problemi esistenziali quotidiani, piccoli e grandi, in tempi relativamente brevi (problem solving). Il Counselor può essere inoltre un “moltiplicatore di empatia” ed un “costruttore di ponti” tra le persone ed i gruppi in cui si struttura la società, cosa di cui oggi c’è sempre più bisogno di fronte alle tensioni, ai conflitti ed al disagio sociale crescente”.

Vi preghiamo di impiegare qualche minuto per esprimere il vostro si e per coinvolgere quante più persone potete.

Il Consiglio Direttivo della FAIP Counseling

Massimo Calanca, Presidente, Guido Bassi, Segretario, Flavia Valentini, Vicepresidente e Tesoriere"

Richiedi informazioni sulla scuola