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Viaggiamo insieme
per risvegliare l’anima selvaggia, del
maschile e del femminile,
nascosta e dimenticata dentro di noi.

Questo lavoro prende spunto dalle mie esperienze personali, sia di coppia che individuali. In particolare, da quelli che sono stati i miei disagi, i dubbi, riguardo alla vita e al suo senso, la sofferenza provata nelle relazioni di coppia,  il dolore per la loro fine e  di come il rapporto con il mio corpo abbia permesso la comprensione di molte somatizzazioni legate a questi vissuti.  Tutto questo mi ha portato a farmi tante domande  e  quindi  a ricercare delle risposte. Ho infatti scelto di intraprendere dei percorsi, ho fatto molti tentativi ed errori,  attraversando altre crisi personali che  però mi hanno aiutato a cambiare completamente la mia idea di Persona, di corpo, di relazione, di bisogno, di desiderio, di paura, di solitudine, di vita, di scelta, di libertà, di amore…..insomma di me stessa.
Secondo la mia esperienza il primo passo da fare, in qualsiasi momento della nostra vita ci troviamo, è cominciare a porsi delle domande diverse dal solito, anche se stravolgono i nostri schemi e la nostra visione delle cose,  in quanto ormai non  sono più utili e funzionali nel renderci sereni e soddisfatti di quello che siamo e di come lo viviamo.


Quello che penso sia fondamentale è sapere chi siamo, cosa vogliamo, perché siamo qui, per essere veramente in contatto con noi stessi, come una nuova modalità da acquisire che cambierà per sempre il nostro punto di vista sulle cose, sulle persone, sulle relazioni, su tutto!! Cambio io, cambia il modo intorno a me!
Oggi si parla spesso di crisi della coppia, di crisi del maschio e di donne troppo sicure di sè che spaventano gli uomini.  La maggior parte delle coppie hanno molti problemi, in vari aspetti della relazione, o funzionano nei modi sbagliati, causandosi e causando molta sofferenza e dolore, fino ad arrivare addirittura alla violenza e alla morte.
Quello che emerge è un profondo malessere,  in cui Uomini e Donne pervasi da una profonda insicurezza, il più delle volte adottano comportamenti, pensieri, modi di fare, falsi valori e scelte “facili” omologandosi  all’ambito sociale e familiare di riferimento e  adattandosi al “gregge”.
Gli uomini e le donne sono sempre più isolati e separati da se stessi, il senso delle relazioni ha perso di profondità, di vero interesse, di curiosità. Spesso ci si sente usati come oggetti o come merce, in nome dei bisogni più nascosti, del profitto e della convenienza, alcuni tra i falsi valori del capitalismo moderno.
Vivono o meglio sopravvivono, cercando di imitare qualcuno o qualcosa oppure sperano o contano su qualcun’altro che risolverà i loro problemi.
La maggior parte di questo tipo di persone sono continuamente ed esclusivamente guidate dai loro bisogni, spesso infantili e manipolatori. Si assiste sempre di più a scenari in cui le persone  usano il loro corpo come se fosse solo una macchina da mostrare,  che va mantenuta il meglio possibile dando sfogo al più esasperato “narcisismo” con vestiti fashion, lampade, palestra e bisturi; l’importante è apparire, sembrare, o addirittura non si considerano affatto, trascurandosi sotto molti aspetti, impedendosi in entrambi i casi di  sentirsi, di sentire e di comunicare.
Condizionati a cercare il successo in termini sociali invece che umani, si danno ad un'attività frenetica. Da questo conflitto nasce una tremenda disperazione, perché il dolore è costantemente presente sotto la superficie di questa vita convulsa.
Vogliono amare, ma hanno paura di rendersi vulnerabili.
Vogliono aprirsi, ma hanno paura del rifiuto.
Vogliono sentimenti profondi, ma hanno paura di farsi schiacciare dalle emozioni.
Perché infatti il vero nodo è la nostra identità. Se non ne abbiamo una chiara maschile o femminile,  non possiamo affrontare al meglio i fatti della vita, in particolari quelli più dolorosi e sofferti che spesso sembrano spazzare via tutto, catapultandoci in un deserto esistenziale e affettivo che ci rende naufraghi nella vita.
La tendenza a considerarsi “uguali” e quindi di omologare gli uomini alle donne e le donne agli uomini, ha portato soltanto tanta confusione e sofferenza, perché in realtà non è così, non sono affatto uguali anzi.  Il vero traguardo sarebbe invece costruire una società partendo dal rispetto delle  differenze,  per accogliersi l’un l’altra e viceversa, per incontrarsi con le distinte identità maschili e femminili, armonizzandole sia dentro se stessi che con un tu.
Questo anche perché la coppia, tanto desiderata da tutti, possa essere vissuta in modo più positivo e non come un terreno di scontro, ma come una delle possibilità per evolvere ed uscire dalle proprie paure, dalle proiezioni e dai bisogni inconsapevoli che ognuno di noi si porta dentro.
Le persone hanno bisogno di farsi delle domande, alcune in particolare, di mettersi in discussione per trovare e sperimentare percorsi e strade che possano stimolarli in questa ricerca di crescita e di imparare a saper cogliere i segnali che arrivano, soprattutto, attraverso situazioni difficili e dolorose.
Penso che la rivalutazione delle specificità, delle caratteristiche dell’essere Uomo e Donna con le loro differenze, è un modo per aiutare le Persone  ad essere più coscienti e consapevoli, a non essere superficiali e a non annullarsi per gli altri. Diventa sempre più importante oggi , visto il modo diverso di vivere la coppia, essere  capaci di entrare veramente nelle situazioni, nelle relazioni che si vivono, ed anche più capaci di  scegliere, soprattutto con  i sentimenti, con le emozioni e con valori sani.
Le donne e gli uomini hanno  bisogno di ritrovare se stessi e la loro vera identità, maschile e femminile,  per perseguire in modo sano e costruttivo il loro progetto e dare così un senso alla loro presenza nel mondo e nell’universo.
In questi anni di  crescita personale, di formazione ed apprendimento e di richieste di aiuto e conforto che mi arrivavano , e ancora arrivano, da amiche e amici, è nata anche l’esigenza di trasmettere quello che ho imparato ad altre persone per aiutarle a rendersi più consapevoli e migliorare la loro qualità di vita.  Da qui l’idea di un progetto che, attraverso i principi e i metodi appresi,  soprattutto con i laboratori durante i week-and  antropologici e di Sophia-Art organizzati da  Cinemavvenire , possa mettere in pratica un lavoro di gruppo che stimoli, Uomini e Donne che, ormai stanche di sentirsi vuote, spente e confuse nelle loro identità, come maschile e femminile, vogliono scoprire chi sono veramente e  ricercare nuovi valori, nuovi stimoli e punti di vista, per riflettere su se stesse. E’  un progetto rivolto a chi vuole conoscere ed  esplorare, la profondità e l’importanza del proprio corpo, per avere la consapevolezza del senso della vita attraverso i veri ruoli che ci appartengono.  E’ un percorso rivolto a chi  vuole crescere ed evolvere, risvegliando il proprio spirito selvaggio, ridando valore all’intuito, ai simboli, ai segnali, ai sogni, il cui significato, da sempre, rappresenta il cammino dell’Anima. E’ un viaggio rivolto a chi desidera  realizzarsi di più come Persona con un’identità sana, ricca di valore, di buona energia e in armonia in tutte le sue parti,  per migliorare il rapporto con se stessi, con gli altri e nella coppia.
Il Tango Argentino è stato l’elemento di sintesi che ha permesso l’armonizzazione dei vari aspetti che mi caratterizzano con Persona e come Art- Counselor. Sin da quando ho iniziato a ballarlo, ma soprattutto ad  insegnarlo, l’idea di questo progetto si è fatta concreta, in quanto il Tango è un modo, per il maschile e il femminile,  di incontrarsi attraverso il corpo.
In questo lavoro saranno affrontati argomenti per me essenziali e utili al ruolo dell’ Art-Counselor, per tracciare un percorso significativo e ricco di esperienze, da applicare concretamente nel progetto, che possa essere di stimolo per chi voglia crescere ed essere una persona migliore e completa.
Nel I capitolo sarà affrontato il tema dell’identità e quindi  sul concetto di  Persona secondo la metodologia Sophianalitica. E’ fondamentale trovare se stessi, perché c’è bisogno di individuarsi  per avere un approccio alla vita e alla relazione che vada in profondità, che sia basato sull’amore inteso come scelta e rispetto di se stessi e dell’altro/a, imparando a conoscersi meglio, ad amarsi, ad amare e ad essere amati nella libertà.
Nel II capitolo verrà analizzata la Sophia-Art, che affronta la possibilità della Persona di essere artista della propria vita,  sviluppando la capacità creativa,  andando così oltre i propri disagi e traumi esistenziali e operando quella che si chiama la sintesi degli opposti.
Nel III capitolo verrà trattato il ruolo dell’Art-Counselor e in particolare dell’Art-Counselor di Cinemavvenire, esperto nella relazione d’aiuto in linguaggi multimediali a mediazione artistica. L’Art-Counselor con la metodologia di Cinemavvenire, che va dalla realizzazione della persona in tutte le sue possibilità, alla  visione di film  nei laboratori esperienziali,  può trasformare il disagio e il conflitto, aiutare le persone e i gruppi a maturare esistenzialmente e socialmente. Partecipando a questi laboratori è possibile confrontarsi con altre persone del gruppo, risvegliare emozioni ed esprimerle, acquisire maggiore consapevolezza, vivere in alcuni casi una possibile trasformazione esistenziale. Questo tipo si esperienza si realizza con la metodologia del Gruppo Antropologico.
Nel IV capitolo verrà approfondito l’argomento sul corpo, che vorrei sviluppare  nel lavoro di Art-Counselor. Nell’apprendere a conoscere se stessi è fondamentale conoscere il proprio corpo, se non partiamo da qui non saremmo mai pienamente coscienti della nostra vera essenza, delle potenzialità umane creative e spirituali di cui siamo portatori: il corpo siamo noi, ed è lo strumento primario che ci permette di comunicare e di sentire. Il corpo ha un suo linguaggio “non verbale”. Imparare a decifrarlo e a capirlo ci mette in contatto con la nostra parte più profonda, che permette di ritrovarci e di sviluppare veramente e pienamente noi stessi. Il corpo ci parla sempre e, spesso, è proprio attraverso il malessere o la malattia che ci avverte del disagio esistenziale e psicologico che stiamo vivendo. Quando balliamo, in particolare, il corpo è la nostra voce, conoscerlo sotto vari aspetti ci da la chiave per parlare di noi in modo diverso e più completo. Il lavoro fatto su me stessa è stato molto stimolato dalle difficoltà incontrate nel ballare il tango  che ritrovo anche in molti allievi durante le lezioni, nonchè delle dinamiche e i litigi sui ruoli. D’altronde il “corpo non mente”e le difficoltà che si incontrano nel ballo sono spesso lo specchio  di quelle si hanno nella vita, sia nel rapporto con se stessi, sia nel relazionarsi all’altro sesso e nella coppia.
Parlando del corpo è inevitabile  parlare anche della sessualità  molto spesso sede di proiezioni e pretese, quindi vissuta male e fonte di frustrazione per entrambi i partners, quando invece dovrebbe essere un’opportunità di esprimersi e comunicare con l’altro nel modo più spontaneo e naturale.  Quindi il  Tango si presta per applicare degli esercizi con il corpo, prendendo spunto dal Gyrotonic e risvegliando i canali di percezione del corpo per la postura e l’equilibrio, dalla Bioenergetica per liberare i blocchi,  da svolgere sia singolarmente che in coppia, per migliorare la capacità di sentire il corpo nelle sue parti,  quindi di capire meglio certi segnali  sia di piacere che di disagio, e di sciogliere i nodi che impediscono alla persona di stare bene  e a proprio agio, e soprattutto di esserlo a contatto fisico con un tu e con gli altri nel rispetto dei ruoli del  maschile e del femminile.
Nel V capitolo verrà esaminata l’identità maschile e femminile quindi “l’universo coppia” e di come, attraverso un percorso di rieducazione alle specifiche identità, rivalutando le differenze,  al di fuori degli stereotipi, e soprattutto riconoscendo e superando l’identità ibrida e fallica, in cui spesso si è imprigionati, è possibile riappropriarsi del vero valore e  del potere sano dell’essere Uomo e dell’essere Donna. Questo risveglio di consapevolezza comprende la ripresa anche  di principi e saggezze antiche che la nostra cultura ha dimenticato per migliorare la qualità e il significato della relazione.
Il VI ed ultimo capitolo è dedicato al Tango. La vita è movimento e la danza che è espressione del corpo ne rappresenta la celebrazione e l’armonia così come nel Tango Argentino che, con i suoi  principi e  regole, suscita delle similitudini con la vita e la coppia . Spesso le  sensazioni e le emozioni che provoca, non  sono tutte piacevoli come ci piace credere, ma  sono  comunque importanti per capire le nostre inibizioni e difficoltà. Tutto questo può essere utilizzato per affrontare e sciogliere  alcune tematiche e dinamiche  del maschile e del femminile. Il Tango così da esperienza ludica diventa anche terapeutico.
Nel Tango il ruolo uomo-donna è fondamentale, affinché sia possibile ballare in modo piacevole e armonioso per entrambi, così è per il maschile e il femminile sani nella vita.
Affinché questi percorsi diano i loro frutti è necessario porsi di fronte alle situazioni e agli eventi in modo curioso e ricettivo, anche se ci spaventano.
Possiamo crescere in tanti modi, per la vicinanza di qualcuno importante per la nostra vita e che siamo disposti a  riconoscere tale, per  informazioni  e conoscenze dirette o  indirette che siamo disposti a considerare, per segnali, simbolismi e coincidenze, che la vita ci mette di fronte e che siamo disposti a vedere,  ma evolviamo soprattutto perché lo vogliamo, quindi per scelta e decisione.
Ed è per questo che uomini e donne, attraverso un percorso adeguato, possono essere aiutati a ricercare una identità e, quindi, incontrando un tu, a crescere in una dimensione sana ed armoniosa, riscoprendo la responsabità, la scelta, il vero significato di amarsi e amare, il vero senso della libertà….LA NOSTRA OPERA D’ARTE.
Questo è quello che ho fatto io e che ancora faccio non senza difficoltà e ostacoli; crescere non è certo facile, però dà tutto un altro sapore alla vita!

 

Flavia Valentini  - Roma,  21 novembre 1966
Grande passione e attitudine alle attività sportive e al movimento, in particolare svolte nell’ambito del nuoto e della ginnastica artistica e della danza moderna. Da qui ha proseguito interessandosi alla salute e al benessere non solo del corpo, ma sopratutto riguardo la somatizzazione delle emozioni che spesso provocano molti dolori che condizionano al vita quotidiana, sia in senso motorio che esistenziale.
Ha frequentato la scuola di Antropologia Personalistica Esistenziale I.A.P.E di Roma e il Gruppo Antropologico formandosi come Antropologa Esistenziale nel 2003.
Ha partecipato, come collaboratrice alle manifestazioni d’arte e cultura cinematografica della Mostra del Cinema di Venezia, per attività dei giovani, organizzate dall‘Associazione Centro Internazionale Cinemavvenire, dal 1999 al 2004  e come giuria nell’iniziativa di Roma nel 2005.
Ha collaborato 2006-2008 con L’Associazione “Il sole e la rosa” conducendo, insieme al gruppo di lavoro, dei laboratori per adulti e bambini presso la scuola elementare “ Fiume Giallo” e l’Istituto superiore  “Colomba Antonietti” di Roma.
Nel 2003 ha iniziato a studiare e ballare il Tango Argentino di Buenos Aires e dal 2008 insegna a Roma.
Attraverso il Tango Argentino ha armonizzato le conoscenze in campo esistenziale con quelle del corpo, che applica, con un lavoro intensivo e specifico, durante le  sue lezioni e  i laboratori  di tecnica della comunicazione  “ Impariamo a comunicare con il corpo”  che conduce personalmente durante l’anno.
Dal 2005 al  2008 ha frequentato il corso di formazione per Art-Counselor presso l’Associazione  Centro Internazionale Cinemavvenire di Roma.

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