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Nel mondo del lavoro, nelle aziende e nelle organizzazioni il bisogno di supportare e sostenere le risorse umane di cui si dispone è in costante crescita. I momenti di difficoltà personale, i disagi e le insoddisfazioni influiscono spesso sulle prestazioni lavorative e rallentano il processo di crescita formativa e produttiva delle persone coinvolte. Queste situazioni sono ottime opportunità per trasformarsi e crescere. Il counseling aziendale si dimostra come un’efficace relazione d’aiuto che mira alla promozione del benessere della persona, valorizzando le capacità individuali e indirizzando le energie e le motivazioni dei singoli verso sviluppi coerenti con le esigenze dell’azienda. In pratica si parte dal presupposto che il benessere dei dipendenti e la qualità della loro vita, anche lavorativa, si rifletta sulle loro motivazioni professionali e sulle loro prestazioni specifiche, incidendo sulla produttività. Quando sul posto di lavoro, ad esempio, diventa difficile la convivenza, la condivisione di un progetto, la relazione con il capo e/o con i colleghi; quando si incrina la coesione organizzativa, viene meno l’integrazione dei progetti personali con quelli aziendali o vi sono difficoltà motivazionali, si rende necessario un intervento di counseling, che non fornisce soluzioni già pronte, ma favorisce un percorso di consapevolezza che aiuta gli individui a crescere, a raggiungere uno stato di benessere, attraverso l’esplorazione, la scoperta, la chiarificazione dei propri bisogni e desideri, attivando le proprie risorse e capacità personali, attraverso la capacità di accettare, riunificare armonicamente dentro di sé ed esprimere creativamente tutte quelle parti, anche opposte tra loro che lo compongono.

A tal fine la figura del manager counselor potrebbe rivelarsi importante per offrire aiuto e sostegno al singolo per ristabilire gli equilibri all’interno del proprio ambiente di lavorativo. La promozione del benessere del singolo favorisce un aumento della qualità del lavoro e la qualità di vita dell’ambiente del lavoro e di conseguenza un più facile raggiungimento dell’obiettivo lavorativo.

Dirigenti, capi area, capi settore, e “local manager” in generale dovrebbero essere adeguatamente formati avvalendosi dell’aiuto di un counselor in quanto a loro spetta prevenire, fronteggiare e risolvere le problematiche che possono minare la resa del singolo lavoratore come di tutta l’organizzazione ottenendo un triplice beneficio in termini di crescita per se stessi, per il lavoratore e per l’organizzazione in quanto l’esistenza si afferma nella “relazione”, qualunque essa sia accettandosi con i propri limiti e le parti oscure, al di là di ogni pretesa onnipotente di perfezione, nel riconoscimento reciproco e nel confronto diretto, per poi sviluppare creativamente le porprie potenzialità. In questo modo anche un Progetto Squadrato assume il proprio senso di esistenza.

Milena Starita

Curriculum Vitae
Da anni opero nelle organizzazioni commerciali come rappresentante, amo il contatto con il pubblico e ho una buona predisposizione alle relazioni interpersonali (ogni incontro con l’altro è fonte di ricchezza). All’interno di queste aziende spesso ci si sente solo dei numeri, si viene valutati in base al conseguimento di obiettivi quantitativi (ossia il raggiungimento di un certo fatturato) e qualitativi (eccellenza nell’esecuzione).
 Quando si lavora in un organizzazione commerciale si è costantemente sotto pressione, inevitabilmente si vivono momenti di difficoltà personale, di disagi e di insoddisfazioni che spesso si riversano sulle prestazioni lavorative e rallentano il processo di evoluzione della persona. All’interno di questi grandi gruppi vengono realizzati vari corsi, ai fini di un miglioramento della formazione professionale, tutto questo, per aumentare le competenze e di conseguenza la produttività, si parla anche di promozione del benessere della persona ma spesso è pura teoria. Nel momento in cui si presentano reali problemi relazionali per esempio con il proprio manager o con un collega o con la stessa azienda, non si mai l’opportunità di parlare in modo vero e autentico, per paura di ritorsioni più o meno gravose. Il mio vivere all’interno di queste realtà sentendo in prima persona disagi, conflitti, tristetezze, poco riconoscimento e staticità mi ha fatto sentire sempre costretta, ancora di più quando le vivevo di riflesso nello scambio con i miei colleghi.
L’ingresso nel mondo di Cinemavvenire è stato salvifico, capitato diciamo per caso (che poi niente è mai per caso) mi ha dato la possibilità di cambiare in prima persona, di pensare di poter cambiare ancora e quindi cambiare le vecchie dinamiche negative del mio lavoro, inoltre mi fa pensare di poter dare la possibilità anche agli altri (capi e colleghi) di trasformarsi a loro volta per potersi migliorare e rendere migliore la propria vita e il proprio lavoro, come è successo a me. Trovare la modalità giusta e sentirsi liberi di esprimere le proprie idee senza mettere a repentaglio il proprio lavoro, riconoscendo il proprio valore, ha una grande importanza, si ha la possibilità di esistere veramente in libertà . L’utilizzo della metodologia di Cinemavvenire quindi l’utilizzo del magico strumento chiamato cinema, facilita lo sviluppo della consapevolezza, della crescita e la creatività individuale senza risultare invasivi ma al quale ci si abbandona inconsapevolmente, realizzando un lavoro in allegria.
La mia tesi  “Progetto Squadrato” non è altro che il mio faticoso e felice cambiamento, ha la volontà di realizzare una vera armonia tra la vita personale e la vita lavorativa delle persone che operano all’interno delle aziende commerciali insieme alla mia crescita personale che è sempre affascinante e spesso divertente (con il senno del poi). 

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