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Scrivere questa tesi per me è stato come intraprendere un viaggio fuori e dentro di me.
Come in tutti i viaggi ho dovuto attraversare l’eccitazione dei preparativi, l’ansia di non arrivare in tempo, la difficoltà, ma anche l’opportunità, di scegliere l’itinerario, la responsabilità di esserci con tutta la mia energia, con la mia forza ma anche con tutte le fragilità che mi contraddistinguono e l’imperfezione che finalmente mi piace avere.
Non è stato facile decidere di non abbandonare quello che era il mio progetto: arrivare fino in fondo al percorso che avevo intrapreso.
Inizialmente, il tema che mi era stato proposto mi aveva lasciato molti dubbi. Mi sarei aspettata un lavoro che mi permettesse di parlare delle mie esperienze come insegnante, un terreno sicuro per me, conosciuto e che, per questo, non mi metteva paura. Ma, guarda caso, era proprio LA PAURA l’argomento della mia tesi e  ciò mi ha obbligato ad un’ulteriore capriola.


Dopo molte resistenze mi sono lasciata guidare e ho cominciato ad aprirmi alla fiducia che, se avessi cominciato a cercare, osservare, ascoltare avrei trovato la strada per realizzare questo progetto. E così è stato. Ho avuto modo di guardare negli occhi la paura, emozione che mi ha accompagnato per molto tempo della mia vita, e di mettere insieme parti che mi appartengono: paura sì ma anche coraggio, creatività, desiderio.
Ho prima ricercato, studiato questa emozione fin dalla sua genesi, la proviamo ancora prima di nascere,.Già nella pancia di nostra madre respiriamo la sua paura, i suoi dubbi, i suoi affanni e le sue ansie, allo stesso modo di come ci nutriamo della sua gioia, del suo amore, della sua trepida attesa. Ho affrontato le paure dei bambini e le paure degli adulti, ho visto da dove vengono e quali strategie di difesa portano con sé: chiusura, fuga, progetto vendicativo, rabbia…
Successivamente ho analizzato le differenze che devono esserci tra la psicoterapia e il counseling e quelle esistenti tra il counseling di gruppo e il counseling di gruppo secondo la metodologia di Cinemavvenire.
In un capitolo ho affrontato la paura nell’arte, analizzando brevemente la vita e le opere di Munch. E’ stato molto importante affrontare questo aspetto, perché ho potuto comprendere ulteriormente quali opportunità ci offre l’arte per esprimere i nostri vissuti, le nostre emozioni, le nostre idee sul mondo e sulle relazioni. Inoltre, se l’arte ha questa grande potenza espressiva, l’artista deve poter trasformare, attraverso essa, anche la propria esistenza, mettendo insieme le parti dolorose e le parti luminose e vitali per poterci sentire mai scissi. La Sophia-Art , disciplina elaborata da Antonio Mercurio, a cui la metodologia di Cinemavvenire si ispira,  con le espressioni “artista di se stesso”, e “fare della propria esistenza un’opera d’arte”, ci aiuta a comprendere che non basta esprimere vissuti ed emozioni, che l’arte non è solo una capacità espressiva ma è, anche e soprattutto, un’ energia trasformativa.
Termino il mio lavoro con due progetti laboratoriali, uno per bambini, l’altro per gli adulti. Per affrontare le paure dei bambini, ho scelto la visione e l’analisi del film “Pierino e il lupo”, mentre per sostenere un laboratorio rivolto agli adulti, ho proposto la visione e la lettura del film “The Truman show”.
Simonetta Melchiorre

Melchiorre Simonetta, laureata in Scienze dell’Educazione, “nasce” come insegnante di sostegno per bambini non vedenti. Ora è  docente curricolare in una scuola a metodo Montessori. Da anni conduce laboratori di alfabetizzazione emotiva. Coautrice del libro “Amore di gruppo” Armando Editore. Autrice dell’e-book “Cinema, un viaggio nelle emozioni” Sysform editore. Membro della redazione e autrice per la rivista didattica “La scuola possibile”.

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