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Dopo l’introduzione, in cui spiego più dettagliatamente i perché della mia scelta, nel primo capitolo cercherò di capire chi è l’anziano, oggi. A seconda dei tempi e delle culture il concetto di età, e l’adolescenza ne è un esempio molto evidente, può variare enormemente. In un’epoca come la nostra, conquiste mediche, allungamento delle aspettative di vita e culto della prestanza fisica hanno spinto in avanti il limite della vecchiaia. Si è venuta così a creare un “lunga età di mezzo”, ricca di possibilità e di contraddizioni.
Nel secondo capitolo affronterò le difficoltà che si incontrano dopo la maturità. Per quanto si possa ritardare di fare i conti con il decadimento fisico, la malattia e la morte, dobbiamo accettare che, anche se lentamente, stiamo andando nella direzione della vecchiaia e della fine. E’ necessario quindi prepararsi in tempo per affrontare con serenità questo periodo ricco e difficile, secondo i principi dell’accettazione e dell’umiltà.
Nel terzo capitolo entrerò nel vivo del progetto di “Counseling e Terza Età” descrivendo una proposta di intervento in un centro anziani utilizzando la metodologia di CinemAvvenire e, a integrazione, avvalendomi dell’uso del racconto autobiografico.
Infine, il quarto capitolo è un omaggio a quella che è stata per me l’occasione per iniziare questo lavoro di tesi: l’ingresso nel difficile argomento della vecchiaia e della morte attraverso la metafora e il racconto emozionale.

Francesco Cantalupo

Giornalista pubblicista, è consulente alla comunicazione presso l’ufficio stampa di Rai3 ed ufficio stampa free lance nel settore dello spettacolo. Dopo un lungo percorso terapeutico personale, nel 2010 si è iscritto al corso triennale di art-counseling presso la Scuola CinemAvvenire di Roma con il progetto di poter intraprendere un nuovo cammino, vòlto all’aiuto dell’altro.

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