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Partendo dalla considerazione della coppia come una cellula relazionale tra adulti primaria nella società, si comprende meglio come non sia possibile modificare i rapporti sociali e trasformare la società, la storia umana e quella dell’universo, senza cambiare profondamente i rapporti di coppia.
La tesi mostra come la coppia sia anche un campo di battaglia, innanzi tutto tra il principio femminile e quello maschile (principi opposti che vanno unificati e armonizzati, senza eliminarli, mantenendo viva la loro capacità di creare movimento e trasformazione nella realtà e nella vita), ma anche tra le proiezioni reciproche (materne, paterne e propriamente nostre). Tali proiezioni che talvolta ci si porta dietro sin dalla vita prenatale, spesso creano conflitto. Questo conflitto, per quanto doloroso, può, tuttavia, rappresentare un mezzo per individuare e sciogliere le proiezioni, nonché una grande opportunità di crescita per ciascuno dei partner e per la coppia nel suo insieme. Difatti, la trasformazione della propria relazione di coppia è possibile se ognuno dei partner scioglie i propri conflitti e libera le energie legate alla rabbia e all’odio per il dolore provato per essere stato strumentalizzato dai bisogni dei genitori.
Le crisi di coppia, dunque, che tanto spaventano con il loro carico di dolore, sono portatrici di caos, sconvolgono l’ordine costituito e gli schemi della vita quotidiana, ma, al contempo, aiutano a rompere gli schemi irrigiditi che rischiano di divenire una vera e propria trappola dalla quale è difficilissimo liberarsi.  
 
La coppia, in quanto elemento dinamico della vita, non può sottrarsi alla  dialettica costante tra ordine e caos, propria della natura, della vita stessa e del cosmo. Se, dunque, dopo tanto impegno per “unire”, scoppia un conflitto che sembra distruggere tutto, non bisogna cedere alla tentazione di considerarlo come una sconfitta e un fallimento totale ed assoluto, ma piuttosto come un processo dialettico tra caos e ordine; è in questa accezione che si possono utilizzare i conflitti per una profonda trasformazione, sia come persone che come coppia, rendendo, così, fecondi il dolore e il caos. In questa fase delicata, occorre  fare affidamento su tutte le proprie forze e, affidandosi al proprio Sé ed al Sé della vita, accettare il dolore (che pur nella consapevolezza, può essere lancinante), fiduciosi che questo sia un passaggio necessario per un processo di crescita che porterà verso l’oriente di una nuova rinascita. 
 
La tesi è articolata in tre capitoli centrali. 
Il primo capitolo verte proprio sul concetto di “coppia”, attraverso un breve excursus del significato di coppia (matrimonio e famiglia) dalle origini ad oggi.
Nel secondo capitolo sono trattate le tematiche antropologiche legate al concetto di coppia e le principali dinamiche che si sviluppano in questa relazione.
Nel terzo capitolo viene illustrato un progetto da realizzare con coppie (o aspiranti tali) con la metodologia della Scuola di artcounseling di CinemAvvenire.
 
 

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