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Andare oltre i pregiudizi facendo tesoro della differenza, quale ricchezza da accogliere e non da stigmatizzare. Nel percorso esistenziale di “ Io, l’Altro – un incontro” i partecipanti vengono accompagnati lungo il sentiero del loro sentire, un percorso di crescita dove l’ascolto autentico e sinceramente interessato, l’accoglienza e l’apertura dell’ ArtCounselor, possono favorire lo sguardo verso il proprio mondo interiore e innescare un processo di trasformazione. Il progetto si suddivide in tre giornate dove, grazie alla visione del film “L’ospite inatteso”, al dibattito corale e ai diversi momenti espressivo-laboratoriali i partecipanti vengono accompagnati in un viaggio tutto creativo alla scoperta di sé e dell’Altro. Un momento privilegiato di incontro attraverso l’arte e la creatività. Partendo nel primo capitolo, da un’istantanea sul progressivo e preoccupante inasprimento della politica d’asilo svizzera e i metodi poco ortodossi utilizzati durante il rimpatrio forzato, nel secondo capitolo mi soffermo sulla metodologia appresa durante il percorso formativo per poi collegarla, nel terzo capitolo, al tema “Io – l’Altro, un incontro” e costruire un percorso progettuale suddiviso in tre momenti distinti. Il primo giorno è incentrato sulla conoscenza di sé e sul valore di Persona, nel secondo giorno l’accento è posto su “l’Altro come interlocutore e soggetto necessario per il proprio riconoscersi” e nell’ultimo incontro si affronta insieme l’importanza di andare oltre ai pregiudizi e le paure per incontrare l’Altro nell’autenticità. Chiara Skory L’ amore per il cinema, la passione per la grafica e per l’arte mi hanno portata prima a lavorare quale grafica/webdesigner e poi ad avvicinarmi, grazie alla Scuola di art counseling di CinemAvvenire, al mondo della relazione d’aiuto. Da anni collaboro con Spazio ADO, un centro di accoglienza diurna per adolescenti minorenni che si trovano in una fase delicata della loro esistenza e che manifestano problemi di disagio sociale, e con la comunità socioterapeutica ARCO, una struttura residenziale per adolescenti bisognosi di protezione. Seguo i ragazzi in gruppo o in individuale. Nei miei percorsi espressivo laboratoriali la narrazione di sé e il raccontare il mondo che li circonda viene mediato e facilitato dalle immagini in movimento. Tra gli obbiettivi ci sono la possibilità di rinforzare l’autostima e l’imparare a riconoscere le proprie emozioni.

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