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Il desiderio che ha animato questo lavoro è stato quello di poter aiutare a trovare, quando si avverte una disarmonia nel rapportarsi al mondo del proprio figlio, il modo di entrare in sintonia con la sua realtà. Il percorso che ne è scaturito si propone di andare al di là delle etichette, delle categorizzazioni le quali, pur essendo indiscutibilmente utili per studiare a livello scientifico un qualsiasi fenomeno, non comprendono quell'apertura di cuore, di pancia e di spirito che serve nella vita per essere veramente accanto ad un'altra persona e creare una relazione capace di accogliere le istanze di ognuno, nella diversità.

Riuscire a riconoscere che il figlio ha un diverso modo di essere in relazione e sviluppare la fiducia nella capacità trasformativa, di sè stessi e degli altri, che le relazioni possono avere può aiutare ad affrontare una situazione difficile nella quale ci si sente prigionieri, dove a volte non si vedono vie d'uscita. Accettare e accogliere nella nostra vita qualcosa che non era previsto, che è sconosciuto e che ci spaventa, è complicato e, soprattutto, non è una volta per tutte perché, se si desidera progredire, occorre spesso riaffermare questa scelta di accoglienza, attingendo alla nostra pazienza, alla nostra perseveranza, accompagnate dalla fiducia nelle nostre risorse interne. Il viaggio che propongo con questo lavoro approda proprio qui, all'accettazione delle diversità e all'idea che sia possibile trasformare noi stessi, e gli altri, nella relazione reciproca. Grazie al metodo di lavoro di Cinemavvenire, attraverso l'immaginario filmico, si parte alla scoperta della Persona nel suo insieme, si cerca il punto di armonia con la sua storia, il suo contesto culturale e le sue caratteristiche individuali per scoprire, in questo caso riguardo alla Sindrome di Asperger (che ricordo qui brevemente, si tratta di una neurodiversità, cioè una differenza neurologica del cervello che presenta connessioni interne diverse dagli standard classici), che la diversità è sì difficoltà ma soprattutto ricchezza, nient’altro.

Pensando a come sviluppare questo progetto creativo mi è venuto prima di tutto in mente il film Anna dei miracoli, forse uno dei primi film visti in vita mia. Ricordo che mi colpì enormemente. La protagonista, Helen, è una bambina sordo-cieca e per questo vive in un mondo tutto suo, quasi completamente avulsa dalla realtà che la circonda e l’istitutrice, Anne, con tanto impegno ed energia riesce a trovare il modo di entrare in relazione con Helen e ad aiutarla a rapportarsi con il mondo. Rivedendolo ho colto il nesso profondo che lega le mie emozioni di bambina piccolissima, il lavoro svolto in questi anni di corso e l’argomento della tesi finale che sintetizzo in questo modo: anche nelle situazioni più difficili si può trovare una strada che ci porti a una relazione con l’altro. Con l’energia giusta, con l’amore per sé e per l’altro, con la propria ferma presenza e la fiducia nella possibilità di scoprire in se stessi, e negli altri, sempre nuove risorse.

Rita Guerrini, nata il 10 giugno 1963, vive a Cervia. Ha partecipato per molti anni ai week end esistenziali di Antonio Mercurio e frequentato, dal 1995 al 2004, lo I.A.P.E. Istituto di Antropologia Personalistica Esistenziale di Prato Bologna. Successivamente ha partecipato ai week end di Arte esistenziale organizzati al Borgo di Tragliata da Cinemavvenire e dal Movimento per la Vita come Opera d’Arte di Roma. Ha lavorato come Infermiera al Servizio psichiatrico di Ravenna. Laureata, con laurea magistrale, in Scienze dell’Educazione all’Università di Bologna, indirizzo Esperto nei processi formativi, attualmente lavora come comunicatrice e mediatrice dei conflitti in campo sanitario. Ha fatto parte del direttivo costitutivo dell’associazione Amici della Biblioteca di Cervia, con la quale attualmente collabora come volontaria per letture ad alta voce e altre attività divulgative.

Un progetto creativo di narrazione per i giovani di seconda generazione. Un viaggio nell'identità e nella diversità per conoscersi, per riconoscersi nell'altro, per recuperare elementi delle proprie radici, per educarsi al cambiamento.

Scrivere la Tesi è stato per me un “viaggio” esistenziale fatto di crisi, pause e ripensamenti, ma senza il quale non avrei riconosciuto e superato i limiti e le paure che costringevano alcuni aspetti della mia persona e della mia creatività. Il lavoro fatto su me stessa durante il percorso della scuola per diventare art-counselor è stato decisivo perché potessi trasformare e armonizzare le mie tante parti, anche quelle più nascoste, portandole alla luce e riconoscendomi come Persona. Grazie a questo cammino e all’apprendimento della metodologia della scuola, oggi mi sento pronta a rivolgere le mie energie creative e professionali all’esterno con il desiderio di aiutare e sostenere chi ne ha più bisogno.

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Questa tesi guarda alla coppia, non come ideale di perfezione da perseguire e da realizzare, quanto, più propriamente, come luogo del confronto e dell’incontro dialettico tra l’Io ed il Tu, cioè, tra persone mature e responsabili della propria vita, che esistono e sono fini a se stesse, ma che per esistere pienamente decidono di mettersi in gioco per incontrare l’altro, amarlo nella sua diversità e costruire insieme a lui un progetto di bellezza e di vita.

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LA RELAZIONE D’AIUTO ATTRAVERSO L’ASCOLTO, L’EMPATIA, L’ARTE CINEMATOGRAFICA E LA CREATIVITÀ Il lavoro fatto durante il percorso formativo e di crescita personale presso la scuola di artcouseling di CinemAvvenire mi ha consentito di distanziarmi dal giudizio, moltiplicare i miei punti di vista e guardare all’Altro con curiosità e apertura. Questo nuovo sguardo - durante la visione di un documentario ambientato in un centro di detenzione amministrativa a Ginevra, dove viene narrata la quotidianità di venticinque uomini in attesa di espulsione dal territorio svizzero - ha lasciato spazio all’indignazione ma ha anche fatto sì che nascesse in me il desiderio di trasformare creativamente il dolore e la frustrazione in un percorso progettuale indirizzato a persone che giornalmente, per motivi lavorativi, entrano in contatto con la sofferenza e la difficoltà di uomini e donne dalla dignità calpestata (migranti, richiedenti d’asilo, rifugiati).

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Ho lavorato in questo elaborato sulla ricostruzione del percorso cinematografico e del lavoro che ne consegue fatto  nei week end antropologici di Tragliata proposti prima da Alessandro Papi e Luciana Margani e poi da loro e la scuola di Art Counseling fondata da Massimo e Giuliana Calanca con la partecipazione degli allievi e di tutti coloro che hanno voluto far parte del lavoro.
Io mi sono trovata a partecipare prima come paziente di Papi e poi anche come allieva della scuola.
Ho ricostruito la struttura dei week end, le tematiche trattate tramite i film proposti con tutte le locandine dall’inizio a oggi.
Ho poi voluto parlare del collegamento tra arte e terapia ed intervento nel sociale come avviene nella scuola.
Ho presentato la struttura della scuola nel suo corso triennale.
Nella tesi tramite l’approfondimento della proposta del gioco della sera del sabato  nei week end a Tragliata degli allievi ho avuto modo di approfondire le tematiche della coralità, del potere individuale e corale e del Sé.
Nel lavoro ho voluto esporre gli strumenti creativi usati ed il processo di trasformazione attraverso la libertà, l’identità e l’amore che si mette in atto.
Parlo nella tesi dei vari momenti di unione e condivisione a Tragliata e anche della separazione con gratitudine  che avviene portando via dal week end un progetto.
 

Alessia Censi

Ha conseguito la maturità classica, ha frequentato la facoltà di psicologia e si è diplomata all’Istituto di Psicoterapia Analitica della Sophia University of Rome. Ha inoltre frequentato presso l’Aspic il corso di Counseling Individuale. Ha partecipato a vari congressi di sophianalisi in Italia e all’estero. Per molti anni ha partecipato ai week end esistenziali di Antonio Mercurio e ai week end antropologici e di sophia-art di Tragliata.
Per otto anni ha lavorato in un settore marketing in cui le competenze psicologiche erano finalizzate alla vendita. Impegnata nel volontariato in casa famiglia con bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni con attività di animazione, di sostegno ai compiti scolastici, di ascolto dei ragazzi e, ultimamente, con visione di film e dibattito.
Partecipa da alcuni anni agli incontri dell’ARCI-Gay, in cui cerca di portare il contributo del proprio lavoro analitico di tanti anni nella ricerca e nell’amore per la propria identità.

 

Il risveglio della dimensione spirituale e del potere creativo per la vita come opera d'arte

Tesi si diploma del novembre 2013

Cardini del mio percorso evolutivo personale sono stati gli insegnamenti di A. Mercurio; attraverso l’Antropologia Personalistica Esistenziale e le discipline da lui fondate, (Sophianalisi- Sophiaart- Cosmoart) ho potuto ritrovare la mia identità di Persona, principio spirituale unificatore dotato di libertà e identità propria, capace di amarsi, amare, essere amato,e si è risvegliata l’artista che è in me; ho assunto nuovi punti di vista, coltivato nuove possibilità, realizzato sogni impossibili, ma soprattutto nuovi valori spirituali: il SE’, guida saggia e illuminante, la mia dimensione spirituale.
Ho superato una visione individualistica della vita imparando che attraverso l’affermazione dell’amore come potere creativo personale e corale, possiamo diventare forti e capaci, ci si può confrontare con le proprie ombre e le svariate seduzioni dell’ego, con condizionamenti profondi radicati nel corpo-psiche–anima, con gli assoluti, rigidi schemi mentali, considerati immutabili. Esercitandoci a unificare parti interne opposte si può fare della vita un’opera d’arte e dare nuovo senso alla propria esistenza.

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“La nostra storia di vita è il primo ed ultimo amore che ci è dato in sorte” (Duccio Demetrio)

Tesi si diploma del novembre 2013

La scelta di un progetto di counseling rivolto a persone della terza età è legata alla mia storia di vita, essendo nato da genitori molto adulti per l’epoca (la fine degli anni cinquanta). Giovinezza, maturità, vecchiaia, tempo ed età sono stati concetti che hanno sempre aleggiato nella mia famiglia; talvolta in modo ossessivo, spesso con leggerezza ed autoironia.
La prova di essere un soggetto “sensibile” al tema l’ho avuta all’inizio della Scuola, quando proposi in modo del tutto naturale un progetto di aiuto basato sul film “Gran Torino”. Ecco perché vorrei mettere a disposizione la mia esperienza impegnandomi in un progetto rivolto a chi si trova in una fase difficile e importante della propria vita come la terza età, in cui è forte il bisogno di pacificazione, di condivisione delle proprie emozioni, ma anche di comprensione della morte.

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Lavoro di gruppo di singoli e coppie per sviluppare un cammino personale e/o di coppia con l'aiuto di film e sequenze.


La mia tesi "sposa" questo "campo d'azione" per verificare e successivamente impostare un'ipotesi di progetto che indaghi le relazioni di coppia. Come mia "complice", tra gli altri strumenti, utilizzo la letteratura classica e l'immagine mitologica. Troppo spesso oramai il rapporto d'amore tra i sessi è riconosciuto come valido solo se è visto come una fase di eterno innamoramento: l'amore nella coppia può quindi essere solo quello romantico o passionale, dove i soggetti soffrono le pene d'amore oppure sono in un continuo stato di beatitudine.
La base del progetto poggia quindi nell'analisi di questi "assunti" che trovano origine nella nostra sfera culturale, sociale, e non meno importante in quella familiare, e che formano il nostro immaginario "mitologico" su quello che noi pensiamo sia la relazione nella coppia.
Andarli a "smontare", nel tentativo di comprenderne origini e ragioni, ma anche per superarli e magari sostituirli con nuove ipotesi e valori condivisi, per una nuova relazione Io-Tu, è lo scopo di questo lavoro, da realizzarsi sia tra soggetti che lavorano insieme in un Gruppo, ma anche attraverso un percorso duale Counselor-Cliente, per creare una nuova idea e concezione "creativa" della relazione tra l'Io e il Tu, che può sfociare nella relazione amorosa di coppia.
La consapevolezza e la volontà, unite alla scelta di abbandonare una fase passiva, spesso generata nella coppia da delle più o meno riconosciute situazioni di simbiosi, possono portarci a scegliere insieme una strada di crescita personale prima, corale e condivisa poi, utilizzando come vero motore della relazione la "decisione d'amore" come quello di un progetto di vita comune.
Il mito può indicarci un punto di partenza e una rotta da seguire nel viaggio affascinante nel mondo dell'amore. Esso viene indicato come racconto fondamentale, in cui è possibile trovare, in forma favolistica, tutti gli aspetti positivi e negativi della natura umana, immutata nel tempo. Per questo la rilettura di alcune figure mitiche, in cui spiccano soprattutto Ulisse e Penelope, potrà essere utile per comprendere la relazione di coppia e la sua evoluzione.
Secondo chi scrive, la relazione di coppia può nascere da una scelta che viene presa attivamente e non da una passione subita passivamente. La simbiosi e le forme negative del rapporto di coppia non sono da escludere a priori (l'assenza di conflitto rappresenta un elemento negativo nella coppia, un evitamento infruttuoso del dolore e della sofferenza in tutte le circostanze), ma possono essere considerate come parti della propria persona e quindi utili al cammino della coppia verso la consapevolezza di essere protagonisti e non succubi delle circostanze.
Allora l'amore nella coppia diventa possibile tramite la comunicazione profonda con se stessi e il centro del proprio essere, della propria vita. Per amare l’altro bisogna essere se stesso con tutte le proprie parti.


Paolo Patarca è nato a Recanati (MC) il 31 Maggio 1965.
Diploma di Maestro d'Arte, valido per abilitazione all'insegnamento del Disegno e della Storia dell'Arte.

Diplomato come "Disegnatore di Architettura e Arredamento", e attualmente Consulente di Azienda presso Studio di Ingegneria e Architettura.
Frequenta il Corso di formazione in Antropologia Personalistica Esistenziale allo I.A.P.E. di Roma presso la Sophia University of Rome (S.U.R.) dove partecipa, come co-conduttore, ai Laboratori teorico-esperienziali sui "Teoremi e Assiomi di Cosmo Art.
Operatore Culturale di Antropologia Personalistica Esistenziale per l'Associazione Centro Internazionale CinemAvvenire, nell'ambito di una crociera/vacanza per giovani e adolescenti denominata Il viaggio di Ulisse, con realizzazione del video dell’esperienza. (dal 2000 al 2002).
Collaboratore, con mansioni di Tutor e responsabile dell'Organizzazione Generale (dal 2000) e successivamente, dal 2008, Presidente del gruppo Giuria, nell'ambito della manifestazione d'arte e cultura cinematografica della Mostra del Cinema di Venezia, per le attività dei giovani organizzate dall'Associazione Centro Internazionale CinemAvvenire.

Dal 2008 al 2013 è stato Direttore dell'Associazione Culturale CinemAvvenire di cui attualmente è responsabile organizzazione generale e delle attività alla Mostra del Cinema di Venezia.

Mi sono occupata per anni di progettazione europea, di interventi di valorizzazione ambientale e di sviluppo sostenibile delle aree rurali. Nell'attuazione di un progetto, nell'ambito del programma europeo Leader Plus, ho avuto l'opportunità di incontrare CinemAvvenire e la Scuola di Art Counseling. La mia tesi ripercorre le principali metodologie di coinvolgimento di gruppi di persone a partire da buone pratiche italiane ed europee relativamente al tema della partecipazione (Agende 21, forum ecc.) applicata allo sviluppo locale compatibile.

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