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Una delle attività più importanti nella scuola di art counseling è la visione e la discussione corale di un film su un tema esistenziale. Il cinema e il suo linguaggio (che unificano in sé vari linguaggi artistici: scrittura, letteratura, teatro, arti visive, musica, architettura, ecc.), hanno la capacità di coinvolgere profondamente lo spettatore, evocando in lui, attraverso processi identificativi che si attuano a vari livelli, suggestioni e trasformazioni profonde.  
Ha scritto F. Truffaut: “avere un’idea sul cinema significa avere un’idea sul mondo”. E Gillo Pontecorvo (il Presidente fondatore della nostra associazione CinemAvvenire): “Il cinema deve servire a capire di più la vita ed a viverla meglio”.

La potenza del cinema e delle immagini audiovisive è nota e, nella società della comunicazione e dell’immagine, viene spesso utilizzata a fini di consumo, di interesse e di potere. Per fortuna, il cinema e la comunicazione audiovisiva portano in sé una contraddizione che è aperta ad esiti opposti. Da un lato possono determinare la separazione progressiva dell’uomo dalla realtà, in una specie di totale autorispecchiamento narcisistico che ne determina la morte psicologica e spirituale.  Dall’altro possono unificare logica ed intuizione, ragione ed emozione, analisi e sintesi, pensiero lineare e pensiero circolare, favorendo la crescita della persona e un arricchimento straordinario della cultura e della spiritualità umana (Mc Luhan, Watzalwick).
La visione di un film stimola il pensiero, sia in modo generale, sia in modo specifico. Le scienze cognitive hanno dimostrato come l’uso di molteplici media per presentare lo stesso concetto abbia effetti positivi per la comprensione, per il fatto che vengono sollecitate diverse aree e funzioni nervose (Cassidy, Knowlton, 1983; Sprinter, Deutsch, 1998).
Il cinema con il suo linguaggio ci spinge ad identificarci sia con lo sguardo della macchina da presa e dell’autore (identificazione primaria), sia con i personaggi e le situazioni del film (identificazione secondaria) (Metz). La scoperta dei “neuroni specchio” rende abbastanza facile capire come funzionano “l’identificazione primaria” e “l’identificazione secondaria”(Rizzolatti). La neurofisiologia, inoltre, ha dimostrato che durante la “visione” di un quadro (o di un’inquadrature, o di un film, o l’ascolto di una musica, ecc.) si producono nello spettatore sequenze di eventi motori (oscillazioni di tensioni toniche), spesso impercettibili, che seguono lo stesso andamento delle “tensioni” rappresentate sulla tela (o nell’inquadratura, o nel film, o nella melodia, ecc.) (Vezio Ruggeri).
Questa decodificazione imitativa agirebbe sia a livello delle azioni dei personaggi nel film (identificazione secondaria), sia al livello delle inquadrature (identificazione primaria con lo sguardo del regista) e degli altri aspetti formali (montaggio, luce, musica, ecc.).
Oltre alle identificazioni primaria e secondaria e alla decodificazione imitativa, e oltre a tutte le altre modalità del film e dell’opera d’arte di coinvolgere profondamente lo spettatore, il cinema con la struttura del racconto e con la sintesi degli opposti rappresentate evoca il nostro progetto esistenziale profondo, rimettendolo in gioco.
Per questo il cinema è, secondo noi, la forma d’arte più adatta a lavorare per l’arte di vivere.
E per questo la nostra scuola organizza incontri a tema con la visione di un film (e/o di sequenze) seguite da una discussione corale sui temi esistenziali evocati dal film.
Alcuni esempi:
Bagdad Cafè, di Percy Adlon: il male di vivere e il non senso dell’esistenza possono essere trasformati creativamente;
Lezioni di tango, di Sally Potter: il femminile e il maschile oggi e il progetto di persona e di coppia;
Otto e ½, di Federico Fellini: è necessario confrontarsi con tutte le parti di noi e con i personaggi, i mostri e i fantasmi esterni ed interni per affrontare la crisi contemporanea di identità;
La rosa purpurea del Cairo,di Woody Allen: l’arte, il sogno e la realtà sono mondi separati e inconciliabili o aspetti diversi della vita che si arricchiscono di reciproche contaminazioni?