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L’arte di vivere

 

Viaggio alla ricerca del benessere, della gioia e del senso della propria vita

 

gruppo di antropologia esistenziale

e di artcounseling

 CONDUTTORI:

Giuliana Montesanto e Massimo Calanca

Psicologi, psicoterapeuti,

art-counselor, antropologi esistenziali,

esperti di linguaggio cinematografico

 Lunedì dalle 19 alle 21

Viale dello Scalo San Lorenzo, 51

Per informazioni e iscrizioni:

tel. 06/44362602

335.6137864 – 335.8222962

DAL DISAGIO ESISTENZIALE ALL’ARTE DI VIVERE

Il mondo contemporaneo vive molte contraddizioni fondamentali, perché enormi possibilità distruttive convivono con potenzialità creative mai esistite prima.

Attraverso la libertà dell’individuo da tutti i legami e le appartenenze del passato, religiosi, politici, ecologici, comunitari, addirittura familiari, si è sviluppata enormemente la soggettività: ognuno vuole affermare se stesso, i propri diritti, i propri desideri, i propri bisogni, il proprio progetto di vita. Ciò ha reso esponenziale la crescita della libertà, ma nello stesso tempo ha determinato una grave tendenza all’isolamento individualistico e un nichilismo sempre più diffuso.

La distruzione di tutti i valori operata dalla razionalità occidentale, ci ha liberato da schemi mentali e di comportamento limitanti e spesso soffocanti, ma ci ha anche privato di ogni punto di riferimento e, soprattutto, del senso della realtà e della vita.

Le stesse forme del disagio psichico ed esistenziale sono mutate. Non più paralisi isteriche e complessi di castrazione, ma ansia generalizzata e crisi di panico, disturbi alimentari e tossicodipendenze, sindromi depressive, indifferenza, cinismo e pessimismo cosmico, narcisismo dilagante. Forse mai come oggi l’uomo ha avuto davanti a sé una così grande responsabilità, che lo riporta al centro del proprio destino, traendo anche dai disagi, dalle ferite e dagli stessi traumi la possibilità di coltivare l’arte di vivere.

L’arte della vita non può fare a meno della speranza e della fiducia nel futuro dell’uomo, e non solo dell’individuo. Richiede una dimensione sociale, cioè il rapporto con “l’Altro”. “Senza il rapporto con il Tu l’Io non esiste”,  ha scritto Martin Buber.  

“Solo attraverso il rapporto con l’altro posso conoscere la mia identità”, ci ricorda Umberto Curi commentando il film del finlandese Aki Kaurismaki L’uomo senza passato.

La ricerca di senso è indispensabile per uscire dal nichilismo disperante.

Per questo occorre addentrarsi anche nei territori oscuri dell’inconscio, degli archetipi, dei miti; confrontarsi con le parti oscure che ci abitano come esseri umani, nei ricordi personali della nostra infanzia ma anche in quelli ancestrali della specie che sono stampati dentro di noi. Contrastare la rimozione e l’oblio, per portare queste parti alla luce, non per eliminarle in quanto parti oscure, ma per unificarle con le nostre parti luminose e diventare così persone intere.

E’ possibile e necessaria una ricerca corale, in cui ognuno faccia la sua parte di individuo, che vada contemporaneamente in direzione verticale, verso le nostre radici e peculiarità di italiani e di europei,  e in direzione circolare, integrando e unificando valori che provengono da altri universi culturali, considerando la diversità come una ricchezza.

In questo modo possono trovare un nuovo senso valori antichi, come la libertà, la verità e la bellezza, (ma anche la giustizia, l’uguaglianza, la solidarietà o fraternità), insieme ad una concezione dell’essere umano come persona, cioè portatore di diritti (alla vita, alla libertà, al lavoro, alla salute, alla cultura, alla ricerca della felicità, all’amore, alla gioia, ecc.), di doveri (di reciprocità, responsabilità, socialità, empatia, solidarietà, ecc.) e di potenzialità creative, che lo rendono capace di modificarsi e di agire in maniera adeguata in qualsiasi nuova situazione ambientale e culturale.

Oltre a ripensare in modo nuovo antichi valori, è necessario anche crearne di nuovi, la cui esigenza scaturisce dalle mutate condizioni del mondo e dall’evoluzione della soggettività umana.

Chi può aiutarci ad orientarci in tutti questi processi di cambiamento? A ritrovare il senso smarrito in questa complessità crescente e piena di contraddizioni?

L’arte è in questo momento storico ciò che più di ogni altra cosa puòaiutarci a trovare nuovo senso.

L 'arte è l'attività umana per eccellenza che crea nella storia soluzioni nuove per la vita umana, per cui è importante cogliere nelle opere d'arte l'essenza della creatività artistica per trarne insegnamenti fondamentali per la vita stessa.

 

Il mito, il cinema e l’arte

Lavoreremo nel gruppo con il mito, l’arte ed il cinema.

Il mito ha la capacità di evocare il progetto di realizzazione di noi stessi che è dentro ognuno di noi e gli archetipi che abitano il nostro inconscio, cioè le immagini simboliche, universali e filogenetiche che caratterizzano l’essere umano e che in ciascun individuo assumono forme e sviluppi particolari.

Leggeremo ad es. il mito di Ulisse e Penelope come un percorso di “gestazione e di travaglio” per la crescita che ogni uomo e ogni donna sono liberi di fare, per creare una bellezza superiore a quella della natura, la bellezza della vita come opera d’arte.

E’ il cuore dell’uomo e della donna il luogo creativo del mito moderno, il centro focale dello sguardo divino, ha scritto Joseph Campbell.

Secondo Antonio Mercurio, oggi è possibile la nascita di una nuova forma d’arte, che non riguarda più soltanto gli artisti ma tutti noi. E’ la stessa esistenza individuale che può diventare per ciascuno di noi la materia sulla quale applicare la nostra creatività per “fare della nostra vita un’opera d’arte” originale ed unica. E ciò unificando dialetticamente – come fa l’arte - gli opposti che ci abitano (amore e odio, bene e male, orgoglio ed umiltà, piacere e dolore, ecc.) e trasformando creativamente il male di vivere e i “materiali” che la vita ci mette a disposizione (avvenimenti, esperienze, dolori, gioie, vittorie, sconfitte).

Il cinema, con il suo linguaggio, da un lato ci spinge ad identificarci sia con lo sguardo della macchina da presa e dell’autore, sia con i personaggi e le situazioni del film; dall’altro, con la struttura del racconto e le sintesi di opposti rappresentate, evoca il nostro progetto personale profondo, rimettendolo in gioco.

Poiché la vita umana è uno stato mentale, in quanto le categorie del pensiero e le modalità delle emozioni danno forma e significato alla realtà, come hanno fatto i racconti ed i miti di tutte le epoche, raccontarci i miti in modo nuovo cambia anche il modo di vivere e il senso dell’esistenza.

E il cinema, che è l’arte popolare del nostro tempo, come la poesia, la letteratura e tutte le altre forme vitali dell’arte, possono aiutarci in questa ricerca, in questo nuovo affascinante viaggio.

 Il gruppo antropologico

Il gruppo antropologico utilizza la metodologia della sophianalisi (analisi della propria saggezza profonda), incentrandosi sugli aspetti progettuali ed esistenziali; e si basa sulla coralità e sul principio organismico, innescando processi trasformativi più ampi.