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Julieta (Silencio) è un film del 2016 diretto da Pedro Almodóvar, con Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Daniel Grao, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. La pellicola ha partecipato al Festival di Cannes 2016.

Chiave di lettura:  L'unico modo per liberarsi dai sensi di colpa, non è rifuggire il dolore, ma attraversarlo fino in fondo.  "Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato" - Haruki Murakami ".

Il film comincia con un trasloco, quello di Julieta, che si prepara a partire per il Portogallo con Lorenzo, il suo compagno. Tutto sembra andare bene, sin quando Julieta incontra casualmente Beatriz, una vecchia amica di sua figlia Antia, che le dice di aver incontrato quest'ultima poco tempo prima. Avere, dopo tanto tempo, notizie della figlia sparita tredici anni prima, fa ripiombare Julieta in quel dolore che aveva cercato di cancellare, eliminando ogni traccia della presenza della figlia dalla sua vita: un trasloco emotivo compiuto anni prima. Annulla la partenza, abbandona Lorenzo e decide di restare a Madrid, nella speranza di poter essere in qualche modo contattata dalla figlia.  Nell'attesa, come una moderna Penelope, intesse la sua tela, iniziando a scrivere su un quaderno tutto ciò che non è mai riuscita a raccontare a sua figlia Antia. Inizia così un viaggio interiore della protagonista, che risale nei ricordi fino all'avvenimento che ha determinato la vita di sua figlia.  Pian piano che emergono i ricordi, prende forma la storia della vita delle due donne, una madre ed una figlia, legate da un dolore che le accomuna, ma troppo a lungo taciuto.Il finale aperto vede una nuova possibilità di incontro: ora che la tempesta sembra finita, Lorenzo può accompagnare Julieta ad incontrare nuovamente sua figlia; dopo che la vita le ha unite nello stesso lacerante dolore, ognuna può comprendere il suo dolore attraverso l'altra.

Il film si apre con un dettaglio del vestito rosso fuoco di Julieta, ma dopo i primi minuti, ci si accorge che quel drappo rosso ricorda un sipario: la vita messa in scena da Julieta non è quella reale, la sua è una costruzione scenica, un ruolo che si è data per rifugiarsi dal dolore. Man mano che va avanti la narrazione, i colori tanto cari ad Almodovar (primo fra tutti il rosso) si sbiadiscono sempre più. Allo stesso modo si perdono temi cari al regista, quali la gioia di vivere, la spensieratezza e la libertà di spirito. Questa volta, il regista non si concede nessuna provocazione o ironia: Julieta è un film asciutto, che racconta il dolore, la morte ed i sensi di colpa che ognuno porta dentro di sé. Ma è anche un film sul perdono di sé, sulla speranza e sulla fiducia nella generosità della vita.

Basandosi sui racconti "In fuga" di Alice Munro, Almodóvar indaga il tragico rapporto tra una madre e una figlia, con il peso insopportabile dei sensi di colpa che entrambe si portano dietro e che unisce e separa Julieta e Antía, impedendo loro, in particolare a Julieta, di approfittare dei doni della vita (ad esempio Lorenzo). Julieta non ha colpe reali eppure non può fare a meno di sentirsi responsabile per il suicidio di uno sconosciuto che aveva rifiutato di ascoltare in treno. Il treno (metafora della vita che va avanti) su cui nasce la passione ed il grande amore per il compagno e il padre di sua figlia. Ma anche questo sentimento sarà sconfitto da un nuovo e questa volta apparentemente inconsolabile, senso di colpa. Ancora una volta Almodovar, affronta il tema dell'intreccio tra amore e morte, (già presente in molti suoi film, da Matador, a Tutto su mia madre, fino a Volver)  ribadendo che l'unica possibilità per scongiurare la morte è amare, se stessi innanzi tutto.

Carmen Rossi

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