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Si svolgerà nel Borgo di Tragliata, sabato 16 e domenica 17 aprile 2016, un week end di arte esistenzale organizzato dalla Scuola di Art-Counseling di CinemAvvenire e dal Movimento per la Vita come Opera d'Arte. Il titolo dell'incontro è: L'eredità della madre: un ponte tra Eros, Desiderio e Amore.

Con questo week end proseguiamo il tema della madre che abbiamo avviato nello scorso week end di novembre con l'incontro In nome della madre si inaugura la vita (titolo tratto da un libro di Erri De Luca). Con quel lavoro, di cui riportiamo alla fine di questo articolo un breve trailer con un link a You Tube, abbiamo affrontato non solo l’esperienza relazionale primaria dei partecipanti ma anche e soprattutto la naturale aspirazione al contatto con la sorgente della vita che tutti abbiamo e che trascende la dimensione particolare ed individuale per accedere ad una universale. Per questo è necessario affondare le radici in quel terreno germinativo rappresentato dal principio femminile e materno, e interrogarci su quali relazioni intratteniamo sia con la madre storica ed interiorizzata sia con l’archetipo della madre, per darci la possibilità individuale e collettiva di una rinascita.

Questa volta approfondiamo il discorso partendo da un altro punto di vista, attraverso il film di Clint Eastwood I ponti di Madison County, con Meryl Streep, premio Oscar come

migliore attrice per questo film.

L’immagine tradizionale della donna come custode del focolare ci tranquillizza nella sua accezione più comune e ci fa dimenticare l’importanza della qualità di quel fuoco. Infatti la donna non è soltanto la custode, ma è la portatrice del fuoco stesso come desiderio ed elemento di vita che, proprio per la sua forza, deve essere contenuto per essere mantenuto vivo.

La mitologia ci ricorda che alcune divinità femminili erano una presenza avvertita a livello spirituale come energia erotica e come fuoco sacro, che forniva luminosità, calore e forza trasformativa necessari alla vita.

Come ritroviamo e come esprimiamo questa forza del femminile nella nostra vita? Ciò vale sia per le donne che per gli uomini.

Quanto siamo capaci di proteggere gli equilibri e le conquiste raggiunte e quanto siamo pronti a metterci in crisi per andare verso il nuovo ed esprimere altre nostre potenzialità? Possiamo fare sia l’uno che l’altro solo se sviluppiamo la nostra capacità di amore.

L’amore, come decisione che accoglie e trasforma la passione, è il ponte tra ciò che conosciamo e ciò che ci attira, che ci consente di connettere attrazione, unione, fertilizzazione, incubazione e nascita, cioè i processi necessari alla creazione di una vita nuova, in senso sia biologico, sia spirituale che artistico.

Quanto siamo disposti a creare ponti tra eros, desiderio e amore nel nostro mondo interno ed esterno per rinascere continuamente?

Ci interrogheremo su questi temi, come ho detto, con l’aiuto del film I ponti di Madison County.

 

Tratto dal romanzo di  Robert Jamer Waller, il film inizia con una scoperta. Attraverso una lettera, i diari e gli oggetti che la madre ha lasciato loro in eredità Carolyn e Michael vengono a conoscenza della storia di un amore intenso e breve da lei vissuto. I quattro giorni di quell’incontro, così importante per la donna, sono una sorpresa del tutto inattesa per i figli, prima sconcertati e, arrabbiati, specie il maschio, poi invece sempre più commossi e consapevoli di ciò che la madre ha vissuto.

Infatti, tanti anni prima, mentre loro con il padre erano fuori casa per una fiera, è arrivato nella loro fattoria il fotografo Robert Kincaid alla ricerca di informazioni sulla strada per i ponti di Madison County. Quella sosta casuale ha determinato l’incontro con Francesca Johnson, la loro madre. Un incontro che trasformerà profondamente i due ignari protagonisti.

Attraverso una serie di gesti cortesi e discreti, dietro ai quali però si avverte un interesse reciproco, pian piano i loro mondi, così diversi, comunicano, si avvicinano, si attraggono, si incontrano. In una casa tradizionale, situata nel profondo della campagna dell’Iowa, paese tra i più conservatori degli USA, quell’incontro crea un’atmosfera del tutto nuova. Quello spazio vissuto fino ad allora come luogo di lavoro, di impegni di routine, di normale e ripetitiva quotidianità di rapporti e di tiepidi affetti scontati, gradualmente si riempie di piccoli gesti di attenzione, di piacere, di comunicazione, di allegria e di intimità.

La passione che nasce tra i due apre dimensioni sconosciute sia all’uno che all’altra. La solitudine consolidata di Robert, basata sulla negazione del bisogno dopo un rapporto finito, si apre alla consapevolezza dell’importanza di lei. Il mondo ristretto di Francesca è scardinato dal desiderio e dall’irruenza del sentimento per lui. Le emozioni che provano l’uno per l’altra appartengono “a quel genere di certezza che si prova una volta soltanto nella vita”.

Ma i quattro giorni speciali sono destinati a finire. Arriva il momento della decisione. Robert chiede a Francesca di partire insieme. Francesca, che inizialmente accetta, entra in un profondo travaglio, combattuta tra l’amore rispettoso per il marito, quello protettivo per i figli e l’amore appassionato per Robert.

Avverte anche che non solo l’amore per il marito finirebbe se andasse via, ma che anche quello speciale per Robert potrebbe non sopravvivere se partissero insieme. Per questo affronta il dolore straziante della decisione di restare, nella speranza che, coltivando dentro di sé il ricordo e il sentimento vissuto, possa dare un maggior senso alla sua esistenza quotidiana, fatta di piccole ma importanti cose.

È questa l’eredità che passa ai figli: “…fate quello che dovete fare per essere felici nella vita”.

Alla fine del percorso, che li porta a scoprire quella parte importante e nascosta della vita di Francesca, anche i figli appaiono trasformati, tra di loro e nella loro vita personale e di coppia, per il dono di verità e d’amore ricevuto dalla madre. Con gratitudine e amorevolezza accolgono il suo desiderio di unirsi simbolicamente a Robert come espressione di un amore circolare che comprenda tutti, e compiono così a loro volta un gesto di amore per la madre e per la vita nel suo senso più ampio.

 

 

Il programma dell'incontro

Sabato 16

Ore 14,30: iscrizione al laboratorio e sistemazione nelle stanze. Ore 15: proiezione del film.

Ore 17,30: pausa. Ore 18: dibattito antropologico.

Ore 20,30: cena.

Ore 22-23: "Mamma mia", giochiamo insieme al Musical. Gioco creativo condotto dai tirocinanti della Scuola di Art-Counseling di CinemAvvenire.

Domenica 17

Ore 9,30: inizio lavori

Tema del giorno: L'eredità della madre.

Prima tappa: Il bisogno della dedizione

Seconda tappa: Il bisogno della passione

Terza tappa: Creiamo un ponte tra Eros, Desiderio e Amore.

Ore 13,30: pranzo.

Ore 15,30: comunicazione corale dei vissuti del week end. Ore 17,30: conclusione.

I conduttori

Massimo Calanca, psicologo, psicoterapeuta, antropologo esistenziale, art-counselor, esperto di cinema

Luciana Margani, psicologa, sophianalista, antropologa esistenziale, insegnante di yoga

Giuliana Montesanto, psicologa, psicoterapeuta, antropologa esistenziale, art-counselor, esperta di cinema.

 

 Per avere un'idea di come lavoriamo nei nostri week end di arte esistenziale potete guardare il breve video sui lavori dell'ultimo incontro del novembre scorso: 

https://www.youtube.com/watch?v=eJ36RH1qyNI

 

I week end di Arte Esistenziale si propongono come un campo di energia corale trasformativa, per favorire lo sviluppo della Persona, attraverso il metodo creativo-artistico applicato alla vita e secondo i principi ed i valori dell’Antropologia Personalistica Esistenziale.

Per un primo approfondimento sull'arte esistenziale è possibile guardare il video di cui pubblichiamo il link:

https://www.youtube.com/watch?v=XkNdPJvHbsU

 

I week end sono residenziali per consentire la partecipazione di tutti alla creazione di un sogno comune di due giorni insieme, in cui sono preziose le energie ed i vissuti di tutti nei vari momenti del percorso, compresi quelli serali del gioco ed eventualmente quelli onirici della notte.

Il costo per la partecipazione è di 80 Euro.

Il costo del pernottamento è di 40 Euro in camera doppia e di 60 in camera singola.

Il costo di ogni singolo pasto (cena del sabato e pranzo di domenica) è di 25,00 Euro.

All’atto della prenotazione al week end potrete effettuare anche la prenotazione dei pasti e del pernottamento. Vi chiediamo di prenotare al più presto possibile per assicurare a tutti adeguata sistemazione.

Chi farà partecipare al week end altre persone, avrà uno sconto di 10 Euro per ogni partecipante.

E’ richiesto un anticipo di 20 Euro all’atto della prenotazione

Per informazioni e iscrizioni:

Massimo Calanca 335.6137864, Luciana Margani 06.33261224-333.32267449; Giuliana Montesanto 335.8222962

Borgo di Tragliata, Via del Casale di Tragliata 23 – 00050 Fiumicino (RM) - Tel. 06.6687267 – www.tragliata.it

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