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Sabato 9 e domenica 10 marzo week end residenziale nel Borgo di Tragliata

Alla scoperta del padre – capitolo IV: il sogno come progetto di mondo

 

Proseguendo l’esplorazione della figura paterna, in questa occasione vogliamo centrarci su una qualità propria del padre: la capacità di coltivare il sogno di una visione di mondo da realizzare.
Se la funzione materna è di “mettere al mondo”, quella paterna è di “immettere nel mondo”,  cioè il padre rappresenta il terzo polo nel triangolo familiare che attira a sé il figlio e lo separa dalla madre, stabilendo un ponte verso l’esterno, verso il mondo.

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L’alfabetizzazione emotiva nella scuola con il cinema e con l’audiovisivo.

di Giuliana Montesanto

In un recente articolo su La Repubblica intitolato La scuola delle emozioni si è parlato di una materia in più che viene insegnata da qualche tempo in America: l’educazione emotiva.

“ La piccola rivoluzione che mette al centro delladidattica l’intelligenza emotiva, secondo la definizione del best seller dello psicologo Daniel Goleman, si appoggia su basi scientifiche e sta conquistando sempre più consensi….” Dopo anni di ricerche ed esperimenti non ci sono più dubbi: sappiamo che le emozioni possono migliorare o ostacolare la capacità di apprendimento….se riusciremo a insegnare ai nostri ragazzi l’autocontrollo, tra vent’anni avremo un mondo migliore”.

( La Repubblica 20/1/2014,pag.26 )

Noi siamo contenti che queste pratiche vengano riprese e che le ricerche continuino, nonostante che la diffusione della teoria dell’intelligenza emotiva di D. Goleman risalga prima in America e poi in Italia agli anni ’70 e poi abbia avuto alterne vicende, momenti di entusiasmo e momenti di silenzio…

E ci spiace, nello stesso tempo, che la scuola italiana in crisi e sopraffatta dal disagio degli alunni e dal carico pesante di tanti docenti, abbia spesso dissipato esperienze preziose come quella del primo Piano nazionale triennale della didattica del linguaggio cinematografico ed audiovisivo sviluppato negli anni 1999-2001, i vari progetti sull’Educazione emotiva svolti con entusiasmo ed accuratezza da molti, ed i progetti di Alfabetizzazione emotiva dell’Associazione CinemAvvenire con il Comune di Roma, con tante scuole di ogni ordine e grado nel Lazio e in Toscana, con il coinvolgimento positivo anche di tanti genitori, i progetti realizzati da molti insegnanti, le tesi di laurea o di diploma svolte da chi si è appassionato a questa metodologia, tanto che ne abbiamo fatto materia di insegnamento anche nella Scuola di art counseling, a Roma, che forma operatori che lavorano nel sociale.

L’epoca attuale presenta, nella trasmissione di valori, riferimenti e ideali sempre più particolari, varie difficoltà per diversi motivi. C’è una sorta di “inceppamento” nella trasmissione culturale. Paradossalmente, mentre c’è una rilevanza delle comunicazioni di massa, c’è una diminuzione della capacità comunicativa tra le persone, tra i giovani e gli adulti.
La comunicazione di massa, per sua natura, tocca solo la superficie del tessuto di valori, che è il bagaglio indispensabile per la crescita. Vengono intercettati spesso messaggi plurimi e contraddittori, che non aiutano a far esprimere le potenzialità umane presenti in ciascun individuo e molti modelli esaltano il principio del piacere e l’onnipotenza, rendendo quindi più difficile la crescita e la maturazione attraverso un serio confronto con la realtà e con i limiti e le frustrazioni della vita.
In questa nostra epoca sempre più caotica di messaggi, però, noi in particolare utilizziamo il cinema d’arte e di qualità e in genere il linguaggio cinematografico, sia come valori veicolati che come tecnica, in modo consapevole e critico, utilizzando costruttivamente e non solo subendo ciò che la società attuale mette contraddittoriamente a nostra disposizione.

E abbiamo messo a punto una nostra metodologia, denominata “ Crescere con le immagini”, che risulta piacevole ed efficace per riconoscere emozioni e sentimenti, saperli gestire ed utilizzarli, imparando a scegliere e a decidere in modo consapevole e costruttivo.

Siamo convinti che la scuola possa diventare un punto di riferimento forte, possa trovare forme di coinvolgimento finalizzate alla promozione di atteggiamenti positivi sul piano affettivo, relazionale e comportamentale.
Ma è necessario che vi siano delle occasioni culturali e formative finalizzate a creare una collaborazione all’interno della scuola, delle classi e tra genitori e scuola, in cui si favorisca il dibattito e lo scambio, sia resa più autentica o migliori la comunicazione, venga allargata l’area di intervento educativo nei confronti delle famiglie e si crei un clima di incontro, di reciprocità e di collaborazione tra persone e istituzioni coinvolte nel processo educativo, in modo che tutti si sentano parti di valore e attive nello stesso organismo, pur in ruoli e in funzioni diversi.
Cosa significa crescere con le immagini? 
Significa rendersi conto che le immagini esprimono sensazioni, sentimenti, emozioni, punti di vista sulla realtà, idee. Si può riflettere su cosa gli artisti si interrogano e quali risposte danno ai problemi e ai conflitti della esistenza umana. Con la visione di film d’arte e di qualità si può fare un efficace lavoro sulle emozioni e sui valori. 
È importante perciò utilizzare le grandi potenzialità di questi linguaggi e realizzare un’alfabetizzazione non solo al linguaggio cinematografico e audiovisivo, ma soprattutto ai sentimenti e alle emozioni, arrivando a una “intelligenza emotiva” e a una più armonica formazione della Persona.


Vedi lettura de Il giardino segreto

Vedi lettura de La gabbianella e il gatto

Vedi lettura de Gli anni in tasca

di Giuliana Montesanto

Quando Corine dice di sé che la fotografia non è professione ma solo passione non è questione di umiltà e quindi di una certa reticenza ad entrare più consapevolmente in un altro territorio. Piuttosto ritiene le sue foto frammenti esistenziali, testimonianze di vita, di situazioni, espressione di vissuti.

Nata ad Abidjan nel 1960, Corine Veysselier vive e lavora in Italia dal 1985. Nel 2010 inizia a scattare, seguendo “colpi di cuore”, oltre a quello che poi capirà essere un percorso di crescita interna. Le sue foto, oltre che il suo sguardo, riescono a comunicare il suo sentire ed è un sentire intenso, “ diventano la necessità profonda per esprimere le emozioni del presente”….è necessario guardare il mondo, non solo vederlo …perchè le fotografie sono appunti di un breve viaggio verso l’eternità”. Non entrando nel merito della loro struttura, pur parlando Corine spesso e precisamente del contesto o dei referenti, le sue fotografie sono spesso la trasformazione travagliata di qualcosa che le appartiene come storia, come relazione, come modo di sentire e vivere le cose. Ed è per questo che si può allora parlare di quella che chiamiamo “ arte di vivere”, cioè l’attività umana per eccellenza che crea soluzioni nuove e nuovo senso e, soprattutto, tesse la tela dell’anima.

"Angolo remoto- Riflessioni”

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E’ da tempo che ci stiamo occupando se c’è oggi la possibilità di riannodare i fili del rapporto padri figli  e in che modo. Lo affrontiamo  nei w. e.esperienziali  di antropologia e sophia-art  a Tragliata, nei pressi di Roma,in collaborazione con “Il Movimento per la vita come opera d’arte”, dove da tempo abbiamo iniziato un percorso alla scoperta del padre su vari temi: “Essere padre come capacità di assumere la responsabilità” con il film La nostra vita di D. Luchetti, ” I valori del padre per fondare una nuova comunità di persone” con il film Il figlio di L.e J.P. Dardenne , su “ Padri e figli: un dialogo per reinventare i valori” con il film Gran Torino di Clint Eastwood.Lo abbiamo sviluppato anche nel Corso ad Alvito dal titolo “Nel nome del padre” nell’ambito del progetto culturale Dentroterra  con i film L’uomo senza passato di A. Kaurismaki,Habemus papam di N. Moretti e Risorse umane di L. Cantet.
E’ per questo che siamo particolarmente attenti a tutti quei film che oggi affrontano il tema del rapporto padri figli, per cogliere, ogni volta, qualche segnale di una ricerca e di una riflessione comune.

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