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Sabato 28 e domenica 29 marzo 2015, al Borgo di Tragliata, CinemAvvenire e il Movimento per la Vita come Opera d’Arte organizzano un Week end Antropologico e di Sophia Art sul tema:

La libertà di essere Io, la libertà di essere Noi.

I lavori saranno introdotti dalla visione del film “Film Blu”, di Krzystof Kieślowski.

 

 

La libertà che abbiamo raggiunto è quella di aver conquistato la nostra soggettività, il nostro Io e la nostra individualità, attraverso un lungo processo di liberazione dai tanti condizionamenti delle culture predenti. Questo però oggi rischia di isolarci, ognuno dentro la bolla del proprio Io, rendendoci schiavi dell'assoluto del nostro egoismo e limitando così la possibilità di incontrare l'altro e il mondo, fino a negare i nostri bisogni autenticamente umani di vicinanza e condivisione. Paradossalmente quindi lo sviluppo ipertrofico della libertà individuale rischia di portarci alla negazione della libertà più profonda. Come è possibile allora, senza rinunciare a ciò che di buono abbiamo conquistato, accedere ad una libertà tanto ampia da comprendere, oltre all'Io, anche il Tu, il Noi ed il Mondo? Cosa dobbiamo perdere? Qual è il limite che dobbiamo incontrare? Quante morti dobbiamo attraversare, per non essere più posseduti dalle nostre stesse conquiste? Queste sono domande cruciali che oggi dobbiamo porci, come individui, come popoli e come culture, di fronte ai conflitti che avvelenano l'esistenza. La stessa Europa, che dopo l'entusiasmo del sogno iniziale, ha incontrato la cruda realtà di tanti interessi ed egoismi, dovrà affrontare un profondo travaglio di morti e rinascite, per rinnovare l'originale progetto di unione.

Una famiglia che ci appare felice, all’improvviso è colpita da una catastrofe. Un incidente d’auto uccide il padre e la figlia, mentre la madre sopravvive, ferita. Qui inizia il cammino travagliato di Julie, in cui il regista ci lascia entrare attraverso alo sguardo di lei, che riflette la verità della sua tragedia. La protagonista dovrà decidere se lasciarsi morire o sopravvivere chiudendosi alle emozioni e alle relazioni col mondo oppure riaprirsi profondamente rinnovata alla vita.

 

Rinunciando all’iniziale tentativo di suicidio, la prima scelta di Julie è quella di sopravvivere isolandosi, difendendosi dal dolore, dalle emozioni e, quindi, dalle relazioni. Tenta infatti di liberarsi dai legami con il passato, mettendo in vendita la sua casa e andando a vivere in un appartamento vuoto a Parigi, buttando via la partitura del concerto per l’Europa Unita che il marito Patrice, celebre musicista, stava componendo, e rifiutando l’aiuto di Olivier, assistente del marito e segretamente innamorato di lei.

Privandosi di tutto, compresa la propria identità, Julie può attraversare il deserto, fino a riaprirsi pian piano alla vita, decidendo di accogliere le occasioni che questa presenta: contatta il dolore ferendosi la mano, si riappropria dell’aggressività uccidendo una cucciolata di topi annidata nella sua casa, entra in rapporto con la spogliarellista sua vicina, difendendola dai pregiudizi dei condomini, accoglie il proprio desiderio per Olivier, che prima aveva tentato di negare attraverso un sesso senza amore. Ma il suo approdo ad una nuova vita si compie quando, venuta a conoscenza che il marito aveva un’amante, da cui aspettava oltretutto un figlio, supera l’orgoglio e la ferita narcisistica, incontrando la donna e poi addirittura decidendo di donarle la villa che aveva messo in vendita per dare una casa al figlio dell’uomo che aveva amato. 

E’ questa la sua opera d’arte esistenziale, l’unificazione, la creazione artistica che segna il confine tra passato e presente, aprendo al futuro. Adesso Julie può decidere di riprendere e completare anche la sinfonia per l’Europa Unita, alla creazione della quale aveva già collaborato nell’ombra, assumendosi fino in fondo il proprio progetto e donandolo agli altri, all’Europa e al mondo. La libertà conquistata dell’Io può diventare la libertà del Noi. Il percorso di morte e rinascita di Julie diventa così una metafora del processo che devono attraversare i popoli dell’Europa e ciascuno di noi, individualmente e coralmente, per superare le chiusure e i limiti dell’individualismo e costruire concretamente un sogno comune.

Sabato 28 marzo

ore 15: iscrizione al laboratorio e assegnazione delle stanze

ore 15,30: proiezione del film

ore 17,30: coffee break

ore 18,00: dibattito antropologico

ore 20,30: cena

ore 22,00: Lo spogliarello del sabato sera: ovvero il piacere di liberarsi. Gioco condotto dagli allievi della scuola di Art-Counseling di CinemAvvenire.

Domenica 29 marzo

ore 9,30: inizio lavori – La libertà di essere Io, la libertà di essere Noi.

Prima tappa: Perdersi per trovarsi con l’aiuto dell’artista interiore

Seconda tappa: L’arte di oltrepassare se stessi e i propri limiti

Terza tappa: Incontrarci per creare un progetto corale

Ore 13,30: pranzo

Ore 15,30: comunicazione corale dei vissuti del week-end.

Conduttori: Massimo Calanca, Luciana Margani, Giuliana Montesanto, Sandro Papi.

Il costo per la partecipazione ai lavori è di 80 Euro. Il costo del pernottamento è di 40 euro in camera doppia, di 60 euro in camera singola. Il costo di ogni singolo pasto (cena di sabato e pranzo di domenica) è di 25 euro. All’atto della prenotazione del Week-end, potrete effettuare anche la prenotazione dei pasti e/o del pernottamento. Vi chiediamo di prenotare al più presto possibile, per assicurare a tutti adeguata sistemazione. E’ richiesto un anticipo di 20 euro all’atto della prenotazione. Per chi partecipa solo al seminario è previsto un contributo di 10 euro per l’utilizzo dei locali.

Borgo di Tragliata, Via del Casale di Tragliata 23 – 00050 Fiumicino (RM). Tel. 06.6687267 – www.tragliata.it

Per saperne di pù: Gli stages residenziali

Info e prenotazioni: 06.44362602 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sabato 22 e domenica 23 novembre 2014, nel Borgo di Tragliata
CinemAvvenire e il Movimento per la Vita come Opera d’Arte
organizzano un
Week-End Antropologico e di Sophia-Art sul tema:

L'Io, il Tu, il Noi per sviluppare l'arte di vivere

Nel mondo contemporaneo esiste una contraddizione paradossale: ad un grande e positivo sviluppo della soggettività, per cui ognuno vuole realizzare se stesso ed il proprio progetto, corrisponde il rischio dell'impossibilità della coesistenza, nella lotta di tutti contro tutti per affermarsi.

Ci vuole arte ed un progetto artistico per trovare una nuova armonia tra tante voci e bisogni diversi.
Ci vuole arte ed un progetto artistico per accettare di morire un po' al proprio Io e rinascere alla possibilità dell'incontro col Tu, per creare la dimensione del Noi.

Si tratta di un progetto artistico-corale in continuo divenire che sa accogliere momento per momento la fragilità costitutiva della condizione umana, ricercando continuamente nuovi equilibri e fragili armonie.

Ci interrogheremo su questo tema prendendo spunto dalla visione del film “Una fragile Armonia”  di Yaron Zilberman.

L‘armonia in un quartetto d’archi è molto difficile. Quattro persone diverse devono esprimere al meglio le proprie capacità personali e ottenere però un’unica voce.
Si tratta di un equilibrio delicato e complesso, che riesce a prezzo di tanto duro esercizio, di rinunce e di meravigliosi compromessi.

Il quartetto d’archi The Fugue , all’apice dell’eccellenza e del successo, all’improvviso si trova a confrontarsi con la fragilità, attraverso la malattia di Peter, il più anziano, un tempo loro maestro.
Gli equilibri a lungo coltivati e consolidati, entrano in crisi e ciascuno si trova a scontrarsi con le proprie dinamiche e i conflitti con gli altri. Aspettative, sentimenti, frustrazioni, per anni taciuti in nome del progetto comune, garantito dalla presenza autorevole di Peter, esplodono e sembrano minare, dopo 25 anni, l’esistenza stessa del quartetto.
Robert, il secondo violino, ambisce a diventare il primo, l’alleanza latente tra sua moglie Ju8liette ed il primo violino Daniel si manifesta. Alexandra, figlia di Juliette e Robert, coglie l’occasione per rivaleggiare con la madre e vendicarsi dell’abbandono subito, iniziando una relazione con Daniel.

Tutto ciò avviene proprio quando il quartetto si sta preparando ad eseguire, in occasione del loro 25° anniversario, un’opera particolarmente impegnativa di Beethoven, il quartetto per archi n. 14 op. 131. Un’opera programmaticamente priva di pause e che perciò obbliga ad essere eseguita senza poter mai correggere l’accordatura che gli strumenti perdono nel corso dell’esecuzione. Come la vita, che ci chiede di essere creata momento per momento e ci spinge a superarci e ad evolvere attraverso progetti sempre più complessi.

E’ in questi frangenti che emerge la nostra fragilità, che, se non la vediamo soltanto come debolezza, ci da l’opportunità di incontrare l’umanità nostra, dell’altro e degli altri.
E’ questo ri-conoscimento reciproco che favorisce la decisione di amare noi stessi, il Tu ed il Noi, per darci una possibilità reale di co-esistenza.

Lo scopo della vita è lo sviluppo della relazione armoniosa, che si persegue anche attraverso conflitti, separazioni, rotture, in un processo che non è lineare, ma dialettico e artistico.
In questa prospettiva la forma più alta di amore per se stessi è volere e fare il bene degli altri, così come il modo migliore di amare gli altri è volere e fare il bene di se stessi.

Sabato 22 novembre
Ore 15,00: iscrizioni al laboratorio ed assegnazione delle stanze.
Ore 15,39: proiezione del film Una fragile armonia, di Yarom Zilberman.
Ore 17,30: pausa e coffee break
Ore 18,00: dibattito antropologico
Ore 20,30: cena
Ore 22,00: L’orchestra del Borgo di Tragliata: gioco condotto dai tirocinanti della scuola di Art-Counseling di CinemAvvenire.

Domenica 23 novembre
Ore 9,30: Inizio lavori
Dall’Io, al Tu, al Noi. Le declinazioni dell’amore.
Prima tappa: Io – L’Io pride: ovvero l’orgoglio di essere come siamo.
Seconda tappa: Io-Tu – La danza dell’Io e del Tu: ovvero come accordare i passi per danzare insieme.
Terza tappa: Noi – Il mondo bussa alla porta e noi, come rispondiamo?

Ore 13,30: pranzo
Ore 15,30: comunicazione corale dei vissuti del week-end.

Conduttori: Massimo Calanca, Luciana Margani, Giuliana Montesanto, Sandro Papi.

Il costo per la partecipazione ai lavori è di 80 Euro. Il costo del pernottamento è di 40 euro in camera doppia, di 60 euro in camera singola.
Il costo di ogni singolo pasto (cena di sabato e pranzo di domenica) è di 25 euro.
All’atto della prenotazione del Week-end, potrete effettuare anche la prenotazione dei pasti e/o del pernottamento. Vi chiediamo di prenotare al più presto possibile, per assicurare a tutti adeguata sistemazione.
E’ richiesto un anticipo di 20 euro all’atto della prenotazione. Per chi partecipa solo al seminario è previsto un contributo di 10 euro per l’utilizzo dei locali.

Borgo di Tragliata, Via del Casale di Tragliata 23 – 00050 Fiumicino (RM). Tel. 06.6687267 – www.tragliata.it

Per saperne di più, clicca qui: Gli stages residenziali

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Sono aperte le iscrizioni al corso triennale 2015 per il conseguimento del diploma di art-counselor professionista riconosciuto dalla FAIP Counseling.
 
L'associazione CinemAvvenire, fondata da Gillo Pontecorvo, ha attivato da 9 anni una scuola per la formazione di Art-Counselor, operatori sociali e culturali, esperti di linguaggi artistici, con competenze psicologiche, antropologiche e pedagogiche, che utilizzano l’arte e il cinema in particolare per l’intervento nel disagio sociale, la relazione d'aiuto, la crescita della persona, la realizzazione delle sue potenzialità creative e il miglioramento della qualità della vita.
La musica, il teatro, la letteratura, la danza, le arti visive, e soprattutto il cinema, che è l'arte del nostro tempo, possono essere - attraverso sia la fruizione consapevole e guidata delle opere, sia l'uso attivo, creativo ed espressivo dei linguaggi - strumenti di crescita, di trasformazione individuale e di intervento sociale che migliorano la qualità della vita delle persone e dei gruppi.
 
Il Counseling è una professione in grado di favorire lo sviluppo delle potenzialità, qualità e risorse di individui, gruppi e organizzazioni ed è disciplinata dalla Legge n°4 del 14 gennaio 2013.
L’Art-Counselor è un operatore sociale e culturale che utilizza, stimolandole, la modalità espressiva dell'arte e la creatività, presenti in ogni persona, come potenti strumenti auto-rigenerativi e auto-riparativi e considera l'individuo ed i gruppi in difficoltà non come portatori di problemi, ma come portatori e fonti di opportunità, risorse, potenzialità, occasioni e soluzioni.
 
La scuola è aperta ai diplomati (scuola superiore) e ai laureati.
Il corso triennale prevede un weekend al mese per 10 mesi l’anno (da gennaio a dicembre, tranne luglio e agosto) più 2 weekend esperienziali full immersion.
L'inizio dei corsi 2015 è previsto per il 25 e 26 gennaio. La frequenza è obbligatoria. Alla fine del terzo anno è prevista una tesi per il conseguimento del diploma di art-counselor per l’esercizio della professione.
 
Gli interessati possono inviare una email con il proprio CV alla scuola ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), e saranno contattati per un colloquio.
 
Per informazioni e colloqui di selezione: 
Centro Culturale CinemAvvenire - Viale Scalo San Lorenzo 51 - Tel/Fax: 06.44362602 - Email:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.cinemavvenire.it
 
 
 
 
 
4 ottobre 2014
5° Convegno nazionale FAIP Counseling
“Counseling nel Bene-Essere”
 
Counseling ed arte esistenziale
Intervento di Massimo Calanca e Giuliana Montesanto
 
 
L’arte ha avuto spesso, nella storia e nelle varie culture, una funzione “terapeutica” e trasformativa, per i fruitori, per la società e per gli stessi artisti. E’ ormai consapevolezza diffusa che l’arte può essere molto efficace nell’innescare processi autopoietici ed autotrasformativi, grazie proprio all’energia creativa che porta con sé, condensata in una particolare sintesi di forma e contenuto.
 
La relazione d’aiuto a mediazione artistica è antica quanto il mondo. Dagli sciamani alla tragedia greca, dalle danze rituali ai riti dionisiaci, dai dervisci ai giullari, dalla commedia dell’arte al teatro, dall’arte visiva sacra e profana, fino alle arti-terapie contemporanee: l’arte ha sempre avuto, in un modo o nell’altro, anche una funzione catartica, trasformatrice e majeutica, che ha aiutato le persone e le società ad affrontare il male di vivere, a trascendere i propri limiti, a elaborare i propri lati oscuri, a unificare gli opposti che caratterizzano la vita e a trovare equilibri più avanzati e più armonici.
 
Da tempo, e in particolare negli ultimi decenni, assistiamo allo sviluppo di attività nella relazione d’aiuto che utilizzano l’arte in vari modi:
 
1) L’attività degli artisti in situazioni di disagio sociale ed esistenziale
 
•Ad esempio, nelle carceri (cfr. il film “Cesare deve morire” di Paolo e Vittorio Taviani)
•Street art al Quadraro - Roma 
•La galleria dei deportati 
•Fotografi in ospedale psichiatrico (Alex Majoli – Leros) 
•Pippo Del Bono, il più internazionale autore teatrale italiano: il corpo come luogo di scontro e di violenza del mondo contemporaneo 
•Maria Fux – Il corpo che parla 
 
2)Le arti terapie vere e proprie
 
L’origine e l’impostazione di fondo è psicoanalitica. L’arte terapia si pone come un atteggiamento molto strutturato con un protocollo metodologico preciso dove il linguaggio artistico è strumento del modello terapeutico di riferimento scelto (Gestalt, psicofisiologico, psicoanalitico, ecc.).
 
•Negli ospedali: Patch Adams e la clownterapia 
•Le arti terapie per la qualità della vita: percorsi espressivi in oncologia
•Laboratori dinamico-espressivi in comunità terapeutica 
•Arte terapia per anziani, in casa di riposo, a Roma 
•Arte terapia con i disabili 
•Arte terapia per bambini 
•Arte terapia per bambini autistici 
 
3) L’art counseling 
 
Con l’art counseling si concretizza un approccio nuovo che, in qualche modo, sintetizza molti degli aspetti considerati in precedenza.
L’art counselor pone i linguaggi artistici e la creatività al servizio della relazione d’aiuto caratteristica del counseling: l’arte nella relazione d’aiuto non come protocollo specifico di un modello terapeutico, né come comunicazione spontanea d’energie di colui che è artista, ma come strumento di comunicazione affettiva, cognitiva e simbolica, per instaurare al meglio la relazione “dell’aiutare ad aiutarsi”.
 
Creatività, libera espressione, esplorazione dei potenziali espressivi, comunicativi e relazionali diventano le fondamenta per realizzare nella propria vita ciò che l’artista realizza sulla sua materia.
 
Per riuscire a stimolare questo processo l’art counselor non deve propriamente essere un artista in senso stretto, ma deve avere interiorizzato le potenzialità dei processi artistici, le capacità di facilitare l’espressione delle creatività personali, la capacità di stimolare la creatività corale, la capacità di strutturare e canalizzare l’energia creativa, la capacità di rielaborare i vissuti delle esperienze artistiche in modo da indurre nell’individuo processi di consapevolezza, decisione, trasformazione esistenziale. 
 
In particolare l’art counselor della scuola di CinemAvvenire deve essere incentrato a trovare soluzioni creative che riguardano i problemi esistenziali. I “segreti” e le caratteristiche della creatività artistica devono essere utilizzati per trasformare la vita quotidiana.
 
Abbiamo realizzato questo tipo di counseling in varie situazioni, ad esempio:
 
Alfabetizzazione emotiva nella scuola per i bambini
Crescere con le immagini, con gli adolescenti 
•Il lavoro con il cinema sul proprio progetto 
Formazione negli ospedali e nelle ASL 
Formazione nei luoghi di lavoro 
Corso di formazione per la Giunta e il Consiglio Comunale di Montesilvano (comune di 50.000 abitanti vicino Pescara), utilizzando il cinema, il team building con giochi creativi ed espressivi e il counseling di gruppo. 
Interventi nelle situazioni di disagio sociale 
Estate Romana:                                                                                                          
“Le Notti di San Lorenzo” Piazza dell’Immacolata, Roma, agosto, settembre 2014. Incontri, film, cortometraggi, documentari, dibattiti, concerti.
Serate che hanno visto la partecipazione di un pubblico molto variegato:  ceti, età, culture diverse.
La musica latina popolare per grandi e piccoli
 
Proiezione del film “Quasi amici”, di Olivier Nakashe e Eric Toledano sul tema dell’incontro e dell’amicizia tra l’Io ed il Tu
 
Una modalità simile è stata realizzata per la “rinascita” del centro storico di Forlì grazie all’impegno di associazioni culturali e di cittadini come si può vedere nel documentario “Forum Living”. Girato da un gruppo di giovani che hanno partecipato ad un laboratorio di riprese e montaggio, racconta la realtà del centro storico forlivese che, come altri centri storici, vive grossi disagi. E lo fa dando voce a tutte quelle persone che ogni giorno, dal basso, con i propri ideali e le proprie azioni, contribuiscono alla sua rinascita.
 
Queste tre modalità, l’arte che cura, le arti-terapie e l’art counseling, non sono nettamente separate ma, pur differenziandosi, si intrecciano tra loro.
 
Secondo noi l’art counseling incontra un’esigenza più generale che sta emergendo nel mondo contemporaneo: il bisogno in tutti i campi di sviluppare “l’arte di vivere", cioè la propria personale modalità di applicare la creatività artistica alla propria concreta esistenza individuale e alla relazione con gli altri e la realtà. 
 
Questa esigenza si manifesta anche in altri settori:
 
•In filosofia
 
E' emerso un ampio filone che fa dell’arte di vivere il fondamento del lavoro del filosofo, fino a creare la nuova attività professionale del “counseling filosofico” (Wilhelm Schmid).
 
•In sociologia 
 
Lo stesso Zygmunt Bauman, il grande sociologo che ha teorizzato la “società liquida”, ha scritto un libro dal titolo “L’arte della vita”, in cui dice che “la nostra vita è un’opera d’arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no”….”La vita, se è vita umana – la vita di un essere dotato di volontà e di libera scelta – non può non essere un’opera d’arte”.
 
•In teologia 
 
Il teologo italiano Vito Mancuso considera la vita spirituale e la stessa immortalità dell’anima come il frutto dell’impegno e del lavoro creativo nel migliorare la propria vita e nella ricerca della Bellezza;
Il teologo americano Matthew Fox considera l’arte e la creatività umana una manifestazione del divino nell’uomo e nell’universo, “dove il divino e l’umano si incontrano”. 
 
•In psicologia, psicoterapia e counseling 
 
E’ proprio l’arte di vivere, cioè il fare della propria esistenza un’occasione ed un terreno di creatività artistica, che ha avuto un nuovo sviluppo,  attraverso in particolare: Eric Fromm, Carl Rogers e Antonio Mercurio. 
 
•La sophia-art 
 
Già negli anni ‘80 la sophia-art di A. Mercurio ha sviluppato questi concetti con la metafora del David di Michelangelo ed il mito de “la vita come opera d’arte” (Cfr. il Convegno di Milano “Psicoanalisi, arte e persona” del settembre 1985).
 
Antonio Mercurio utilizza la storia del Davide di Michelangelo per sottolineare la possibilità di ogni uomo di porsi come artista della propria vita, cioè di diventare capace di utilizzare tutti i “materiali”,  anche i più poveri e difettati (quali esperienze traumatiche e dolorose) per applicarvi sopra l’approccio artistico e trasformare la propria esistenza.
 
Questa concezione ha come elemento fondamentale il concetto di “sintesi degli opposti”. L’unificazione degli opposti è una delle caratteristiche e delle capacità fondamentali dell’arte ed è particolarmente adatta all’arte di vivere. 
 
Significa che non possiamo solo occuparci del bene e dimenticarci del male, degli aspetti luminosi della vita dimenticandoci di quelli oscuri, della saggezza rimuovendo la follia, dello spirito disprezzando la carne (o viceversa); vedere soltanto l’amore che ci anima dimenticando che ci portiamo dentro anche l’aggressività, la violenza e l’odio. Né possiamo pretendere di trasformare tutte le parti negative in positive e tutte le parti oscure in luminose. In questo modo non potremmo aiutare veramente né noi stessi né gli altri. Le parti oscure continueranno ad esistere e ad agire a nostra insaputa, inquinando la nostra esistenza. Dovremo invece conoscere il più possibile tutte le nostre parti, non rifiutandone nessuna, a volte scegliendo tra gli opposti che ci abitano quello più adatto a realizzare il progetto che ci siamo dati; altre volte utilizzando la nostra creatività per trovare tra loro una sintesi nuova, che ci può aprire a dimensioni più ampie di esistenza.
 
E più questo sapremo farlo per noi, più saremo capaci di aiutare gli altri a farlo, per trasformare creativamente la loro vita. Questo vale anche più in generale per l’umanità di oggi. E’ possibile vedere tutto il dolore, i conflitti e i pericoli che attraversiamo anche come elementi di un travaglio per una nuova nascita dell’umanità dei nostri giorni. 
 
Secondo noi si sta affermando una nuova forma d’arte che coinvolge non solo gli artisti ma tutti gli operatori del benessere e, al limite, tutte le persone e che possiamo chiamare arte esistenziale. Questo coinvolge tutti i campi, compresi l’economia e la società, attraverso ad esempio la cosiddetta cultura equo-solidale. Si tratta di una tendenza ad organizzare la società sulla base della giustizia e della solidarietà, a partire da scelte concrete, di tipo economico, sociale e di vita quotidiana, per la salvaguardia della diversità nell’agricoltura, nell’ambiente e nella cultura. (Terra Madre fondata da Carlin Petrini, il microcredito fondato da Muhammad Yunus, Greenpeace, Amnesty International, ecc.) 
 
In questo ambito si afferma il pensiero sistemico circolare e la visione del mondo come rete di reti e degli esseri animati e inanimati come nodi di questa rete.
L’arte esistenziale diffusa è, nello stesso tempo, espressione di questo processo e fonte di energia creativa, trasformativa e trasmutativa a tutti i livelli dell’esistenza, dal più piccolo al più grande. 
 
Tutto ciò cambia profondamente anche la comunicazione, in una dimensione reticolare in cui si possono modificare le gerarchie e ogni individuo (Io) può stare in relazione efficacemente esprimendo il proprio valore e la propria identità nel dialogo con gli altri (Tu) e nella creazione continua del Noi.
 

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